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F1 e oltre: quando i piloti escono dal loro mondo
Alcuni piloti oggi in Formula 1 hanno provato altre categorie tra endurance, rally e GT: tra successi, esperimenti e ritorni difficili fuori dal Circus

Pubblicato il 21 aprile 2026, 15:35
Oggi più che mai, la Formula 1 è una disciplina che richiede dedizione assoluta. I piloti vivono immersi in un calendario fitto, tra sviluppo tecnico, simulatore e impegni mediatici, con pochissimo margine per guardare altrove.
Eppure, ogni tanto, qualcuno decide di rompere questo schema. Non si tratta più, come in passato, di riempire le “pause” tra un Gran Premio e l’altro, ma di apparizioni mirate in altri contesti: gare endurance, rally, categorie turismo o GT. Esperienze diverse, spesso sporadiche, ma che raccontano molto della personalità e della versatilità dei piloti.
Tra necessità e rilancio: Alex Albon
Per alcuni, uscire dalla Formula 1 non è stata una scelta, ma una conseguenza. Alex Albon, dopo aver perso il sedile in Red Bull, ha trovato nel DTM un modo per restare competitivo.
La stagione con AF Corse, al volante della Ferrari 488, non è stata solo un riempitivo: una vittoria e una presenza piuttosto costante nelle posizioni alte della classifica gli hanno permesso di restare nel radar della F1, fino al ritorno con Williams.
Strade alternative: Valtteri Bottas
C’è chi invece ha scelto percorsi completamente diversi. Valtteri Bottas ha abbandonato temporaneamente l’asfalto perfetto dei circuiti per affrontare il ghiaccio e la neve del rally finlandese.
Le sue partecipazioni all’Arctic Lapland Rally hanno prodotto risultati solidi, tra cui piazzamenti nella top 10 e una vittoria di tappa, che lo hanno portato a conquistare il quinto posto assoluto. Un’esperienza che dimostra quanto sia complesso adattarsi a superfici e condizioni così lontane dalla Formula 1.
Non solo: Bottas si è distinto anche in eventi disputati al Circuit Paul Ricard, prima di spostare parte della sua attività sportiva nel ciclismo gravel, arrivando fino al mondiale UCI.
Il ritorno alle GT: Lance Stroll
Il rapporto di Lance Stroll con le gare endurance è sempre stato intermittente. Le sue esperienze alla 24 Ore di Daytona, nel 2016 e nel 2018, avevano mostrato segnali incoraggianti soprattutto sul giro secco, ma senza risultati concreti in gara.
Il recente ritorno alle competizioni GT, nella 6 Ore del Circuit Paul Ricard, ha evidenziato tutte le difficoltà di rientrare in questo contesto dopo anni di assenza. Penalità ripetute, errori e un risultato finale molto lontano dai primi hanno segnato un weekend complicato, nonostante qualche spunto interessante in termini di passo gara.
Lance Stroll è tornato in pista con Comtoyou Racing sulla Aston Martin Vantage AMR GT3 EVO, affiancato da Roberto Merhi e Mari Boya. La qualifica si è chiusa con un 15° posto, ma la gara è stata fortemente compromessa da numerose penalità. L'equipaggio ha infatti accumulato oltre otto minuti di sanzioni, tra bandiere blu ignorate e limiti della pista superati. Il risultato finale è stato un 48° posto, a ben 13 giri dai vincitori. Unica nota positiva, alcuni stint con tempi competitivi, tra i migliori in pista.
Una parentesi breve ma perfetta: Nico Hülkenberg
Ci sono poi esperienze che, pur essendo isolate, restano memorabili. Nico Hülkenberg, nel 2015, ha colto un’opportunità unica partecipando alla 24 Ore di Le Mans con Porsche.
Il risultato finale è stato una vittoria prestigiosa, che ancora oggi rappresenta uno dei punti più alti della sua carriera.
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