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F1, piloti in scadenza. Il 2026 impone delle scelte

Pubblicato il 21 aprile 2026, 17:44 (Aggiornato il 22 apr 2026 alle 07:10)
La fase calda del mercato piloti coincide con l’estate. Quando le fabbriche chiudono, i PC si spengono e ufficialmente tutto si ferma. Ufficialmente, appunto. Perché è proprio in questo momento che si muovono le pedine più pesanti: trattative, rinnovi, strategie che preparano gli annunci dei mesi successivi. Al momento non ci sono firme da mettere nero su bianco, perché questo Aprile ha imposto una pausa, ma la griglia non è affatto immobile. Tra contratti in scadenza e situazioni da monitorare, il 2026 rischia di essere tutt’altro che tranquillo.
McLaren
A Woking il tempo sembra scorrere in linea retta. Senza scossoni, senza deviazioni. Lando Norris è il volto del progetto e lo resterà almeno fino al 2027. Non è solo una questione di contratto, ma di identità: Norris e McLaren sono cresciuti insieme, passo dopo passo, fino al titolo mondiale. Il 2026 non è iniziato con lo stesso slancio dell’anno precedente, ma il legame non si misura sui risultati di poche gare. È qualcosa di più profondo. Accanto a lui, Oscar Piastri guarda ancora più lontano, con un accordo fino al 2028. Sei stagioni nello stesso team, in Formula 1, sono una dichiarazione di fiducia rara. Qui il mercato non entra. O, almeno, resta fuori dalla porta.
Ferrari
A Maranello, invece, il tempo non si misura solo in anni di contratto. Charles Leclerc è legato alla Ferrari da qualcosa che va oltre una firma. Il suo futuro non ha una scadenza chiara, ma un obiettivo: vincere in rosso. Dal debutto al salto nel team ufficiale, è diventato il punto di riferimento, il volto riconoscibile, il pilota su cui costruire. E finché quell’obiettivo resterà aperto, anche il suo orizzonte lo sarà. Diverso il discorso per Lewis Hamilton. Il suo arrivo ha cambiato gli equilibri, ma il contratto resta volutamente sfumato. Due anni, forse tre. Il 2026, in questo caso, potrebbe non essere solo una stagione. Potrebbe essere una scelta.
Red Bull
Se c’è un team in cui le certezze iniziano a incrinarsi, è questo. Max Verstappen ha un contratto fino al 2028, ma per la prima volta non basta a chiudere il discorso. La nuova Formula 1 non lo entusiasma, e le sue parole lo hanno lasciato intendere chiaramente. Non è il tipo che si tira indietro. Ma è anche uno che non resta se non ha più stimoli. Accanto a lui, Isack Hadjar rappresenta l’incognita. Un contratto breve, prestazioni sotto osservazione, pressione immediata. In Red Bull non si aspetta la scadenza. Si decide prima.
Mercedes
A Brackley, invece, si respira un’aria diversa. Il 2026 è iniziato nel segno della competitività, con il team tornato davanti dopo anni complicati. Eppure, proprio nel momento migliore, arriva una coincidenza curiosa: entrambi i piloti sono in scadenza. Non è una debolezza. È una posizione di forza. Perché essere davanti significa poter scegliere. Decidere se continuare, cambiare, o anticipare il futuro. Dopo quattro anni di effetto suolo, Mercedes si trova davanti a uno spartiacque. E questa volta può permettersi di controllarlo.
Aston Martin
A Silverstone tutto sembra stabile. Quasi immobile. Fernando Alonso e Lance Stroll condividono un contratto pluriennale. Una coppia consolidata, inserita in un progetto che guarda al medio termine. Ma la stabilità, in Formula 1, è spesso solo apparente. Alonso continua a sfidare il tempo, ma il vero interrogativo è un altro: sarà lui l’uomo giusto quando il team sarà pronto per vincere davvero?
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