Cambiare la F1? Wolff, il ruolo di "custodi" dello sport e delle gare viste finora

Gli interventi discussi con Fia e Formula 1 dovranno migliorare la sicurezza e ritoccare alcuni aspetti, senza stravolgere il tipo di F1 vista in tre Gran Premi
Cambiare la F1? Wolff, il ruolo di "custodi" dello sport e delle gare viste finora
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 20 aprile 2026, 18:22

Serve una linea chiara e interventi che siano i più rapidi possibili, per evitare l’effetto di un campionato che viva di diverse fasi regolamentari e ne risulti condizionato nei suoi equilibri. In attesa che la Federazione dirami la comunicazione ufficiale sulle misure concordati con le squadre e la FOM, è la voce di Toto Wolff che si inserisce nel dibattito che vede tifosi e addetti ai lavori in fermento su come cambierà la Formula 1 che abbiamo conosciuto nelle prime tre gare. Posto che cambi in modo sensibile nel tipo di gare che ha prodotto.

Mohammed Ben Sulayem ha ricordato il ruolo della Fia quale “guardiano” della sicurezza e dell’interesse superiore del campionato. Wolff parla di una simile responsabilità collettiva, di squadre, Formula 1 e piloti: “Dobbiamo renderci conto della nostra responsabilità in quanto custodi di questo sport. Ognuno ha le proprie opinioni, ed è assolutamente legittimo, ma queste opinioni e discussioni dovrebbero svolgersi tra le parti interessate piuttosto che sotto gli occhi dell’opinione pubblica”, dice nelle parole riportate dal The Independent.

Non affossiamo lo sport

Pubblicamente si sono pronunciati i piloti, con voci mediamente critiche su diversi aspetti delle corse che non piacciono. “Abbiamo migliaia di tifosi che amano questo sport e c’è chi attualmente non lo apprezza; per salvaguardarne il futuro non dovremmo parlarne male in pubblico. In passato ci siamo tutti lasciati andare a questo tipo di comportamenti, sia per astuzia tattica che per difendere delle situazioni: dobbiamo stare molto attenti.

Vogliamo garantire la sicurezza dei piloti, ma anche tutelare ciò che vediamo nelle corse. Una premessa dai toni allineati a quelli usati da Stefano Domenicali, che ha difeso il nuovo modo di correre e il “premio” incassato dalla Formula 1 in termini di ascolti televisivi (sui principali mercati globali) e presenze in pubblico. Fintanto che sono numeri in aumento, il prodotto, perlomeno sotto un certo profilo e per un determinato target di pubblico, funziona.

 

Un sabato senza calcoli

L’attesa è di interventi sull'uso della power unit in qualifica, perché sia un momento del week end di pura prestazione, superando l’attuale limite di un giro “perfetto” frutto della gestione ideale dell’energia più che dell’azzardo estremo. Molto più nebulosa è la situazione intorno alle condotte di gara, con l’impressione che si andrà a intervenire (forse) per limitare le grandi differenze di velocità tra monoposto in fase di boost e altre in recupero energetico.

“Dobbiamo proteggere la sicurezza dei piloti e questa d’essere la priorità assoluta", ha aggiunto Wolff. "Amo Le Mans ma sulle curve Porsche le Hypercar passano con 30-40 km/h di differenza di velocità rispetto alle GT3, differenze enormi di velocità e abbiamo visto situazioni critiche in passato e grandi incidenti tra le due classi.

Per questo ci concentreremo sulle due priorità che ho indicato per fare meglio e rendere le cose più sicure. Si tratta di capire cosa fanno questi sistemi in macchina e come possiamo ridurre i rischi in situazioni particolari come in caso di pioggia”. Lavorare di fino, piuttosto che distruggere l’intero impianto e pensare a come ricostruirlo.

 

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