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Jerez 1986, quando la Formula 1 si fermò a 14 millesimi
Jerez 1986, 40 anni dopo: Senna batte Mansell per 14 millesimi al termine di una gara epica tra rimonte, strategia e un finale leggendario

Pubblicato il 14 aprile 2026, 09:54
Ci sono gare che scorrono via, e poi ci sono gare che restano. Il Gran Premio di Spagna 1986, corso il 13 aprile sul debuttante Circuito di Jerez, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non solo per il risultato, ma per ciò che rappresenta: l’essenza più pura della Formula 1 condensata in pochi, interminabili metri.
A vincere fu Ayrton Senna, al volante della Lotus-Renault, davanti a Nigel Mansell su Williams-Honda. Il distacco? Appena 0.014 secondi. Un battito di ciglia.
Una gara in equilibrio
La Formula 1 del 1986 è nel pieno dell’era turbo: potenze estreme, strategie al limite e un equilibrio tecnico che vede protagoniste Lotus, Williams e McLaren. In questo scenario, Senna conquista la pole position e allo start mantiene il comando, imponendo il proprio ritmo.
Alle sue spalle si accende subito la battaglia. Mansell perde inizialmente terreno, ma con il passare dei giri costruisce una rimonta poderosa: supera le McLaren e approfitta dei problemi del compagno di squadra Nelson Piquet per portarsi nelle posizioni di vertice.
Il primo colpo di scena
A metà gara, Mansell completa la sua risalita e riesce anche a prendere il comando. Sembra il momento decisivo, ma è qui che la corsa cambia ancora volto.
Le gomme della sua Williams iniziano a cedere. Il degrado lo rallenta progressivamente e permette a Senna di rifarsi sotto, fino a riportarsi in testa dopo un duello acceso. Anche Alain Prost ne approfitta per superare temporaneamente l’inglese.
Costretto a reagire, Mansell rientra ai box per montare un nuovo set di gomme. È una scelta obbligata, ma anche un azzardo: quando torna in pista, il distacco da Senna è importante.
La rimonta
Da quel momento inizia la seconda, decisiva rimonta. Con pista libera e gomme fresche, Mansell imprime un ritmo impressionante, recuperando secondi giro dopo giro.
Prima si libera di Prost, non senza perdere tempo prezioso nel traffico, poi si lancia all’inseguimento di Senna. Il margine si assottiglia rapidamente e negli ultimi giri la Williams è ormai incollata alla Lotus.
Quattordici millesimi
Si arriva così all’ultimo giro. Mansell è più veloce, Senna resiste. Ultima curva: la Williams esce meglio, sfrutta tutta la potenza del motore Honda e si affianca alla Lotus sul rettilineo finale.
Le due vetture corrono appaiate verso il traguardo, in uno sprint che sembra sospeso nel tempo.
A spuntarla è Senna. Il distacco ufficiale è di 0.014 secondi.
L’essenza della Formula 1
Jerez 1986 resta una delle immagini più iconiche della storia della Formula 1. Non solo per il margine minimo, ma per tutto ciò che quella gara racconta: la gestione delle gomme, il peso delle strategie, l’importanza del traffico, il talento puro dei piloti.
È una gara che si decide due volte: prima con il crollo delle gomme di Mansell, poi con la sua rimonta disperata.
E alla fine, come spesso accade nella massima competizione, tutto si riduce a pochi centimetri. E quella domenica bastarono per fare la differenza.
A quarant’anni di distanza, quei 14 millesimi continuano a raccontare tutto ciò che rende unica la Formula 1.
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