Tra cielo e asfalto, le sfide tra F1 e jet rimaste nella storia

Il mito della velocità è incarnato dagli aerei e dalle auto da corsa, in un secolo tre eventi sono rimasti scolpiti nella memoria: Nuvolari, Villeneuve e Schumacher
Tra cielo e asfalto, le sfide tra F1 e jet rimaste nella storia
© Ferrari

F.P.F.P.

Pubblicato il 8 aprile 2026, 15:35

Inevitabilmente il terreno della prova, nelle sfide in accelerazione, può spostare in modo netto i favori del pronostico tra auto da corsa e aereo. Tanto più breve è la retta da percorrere tanto più una Formula 1 sarà avvantaggiata, per la maggiore rapidità con cui scatta da fermo.

Gli aerei, al contrario, recuperano nel procedere verso i 270 km/h, velocità alla quale un ordinario aereo di linea nazionale, a pieno carico, deve ruotare l’assetto e alzarsi in volo. Procedere verso i 300 km/h con il carrello a terra, come nel caso del jet F-104 S della sfida del 1981 rappresenta una penalizzazione per la tendenza al decollo sotto la spinta della portanza prodotta dalle ali.

Schumacher batte l'Eurofighter solo sui 600 metri

Il terzo atto di un confronto che sa tanto di Novecento e di Futurismo, che incarna la sfida della velocità, avvenne nel 2003. Stavolta la monoposto protagonista è la Ferrari F2003GA con Schumacher al volante, che in accelerazione, al meglio delle tre prove e su distanze differenti, sfida il jet Eurofighter Typhoon prossimo a entrare nella dotazione dell’Aeronautica militare.

La pista di decollo fu quella dell’Aeroporto Baccarini di Grosseto, sede del IV Stormo dell’Aeronautica militare. Schumacher contro Cheli ai comandi dell’Eurofighter. Sulla distanza dei 600 metri con partenza da fermo ebbe la meglio Schumacher, con il tempo di 9”4 contro i 9”6 del jet. Sui 900 metri il risultato si ribaltò e vinse l’aereo, come anche sulla terza prova su 1.200 metri, vinta dall’Eurofighter in 14”2, 2”5 più rapido della F2003GA.

Le condizioni di aderenza, con la pioggia che cadde sulla pista, non aiutarono il risultato sui 900 metri di distanza, l’unico che avrebbe potuto essere ancora contendibile dalla monoposto.

(2/2).

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