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Qiddiya prende forma: il futuro del GP dell’Arabia Saudita passa dalla “Blade”
Qiddiya prende forma: la spettacolare “Blade” divide i fan tra dubbi sulla sicurezza e aspettative per il futuro Gran Premio dell'Arabia Saudita nel 2028

Pubblicato il 3 aprile 2026, 11:16
Il progetto del Qiddiya Speed Park continua a evolversi con ritmo sostenuto, confermandosi come una delle iniziative più ambiziose e spettacolari mai concepite nel panorama della Formula 1. Le ultime immagini diffuse dagli organizzatori mostrano una struttura ormai ben delineata, capace di unire innovazione architettonica e sfida tecnica in un contesto destinato a ridefinire l’esperienza del motorsport.
Situato tra le scenografiche scogliere dei monti Tuwaiq, il tracciato nasce con un obiettivo chiaro: diventare la futura casa permanente del Gran Premio dell’Arabia Saudita, raccogliendo l’eredità del circuito cittadino di Jeddah. Ma Qiddiya non sarà semplicemente un’alternativa: sarà un salto generazionale.
Un circuito fuori dagli schemi
Firmato da Hermann Tilke insieme all’ex pilota di Formula 1, Alexander Wurz, il layout promette caratteristiche uniche nel calendario. I numeri parlano chiaro: 21 curve, configurazioni multiple (stradale e permanente), oltre 325 km/h di velocità massima e un complesso che include garage, infrastrutture e intrattenimento per il pubblico.
Tuttavia, è un elemento in particolare ad aver catturato l’attenzione globale: la curva “The Blade”.
“The Blade”: spettacolo e dibattito
Alta circa 70 metri (l’equivalente di un edificio di 20 piani), la prima curva del tracciato rappresenta una sfida ingegneristica senza precedenti. Una sezione sopraelevata e inclinata che, nelle intenzioni dei progettisti, dovrebbe combinare spettacolarità e complessità tecnica.
Le immagini della costruzione mostrano l'avanzamento dei lavori che stanno già definendo il profilo della curva. Ma insieme all’entusiasmo, cresce anche il dibattito tra gli appassionati.
Alcuni osservatori hanno sollevato dubbi sulla sicurezza, mentre altri ritengono che l’impatto visivo possa essere fuorviante. Secondo questa lettura, la sezione verrebbe affrontata a velocità più contenute e con adeguate misure di sicurezza, risultando meno rischiosa di quanto sembri a prima vista.

Un’esperienza oltre la pista
Il Qiddiya Speed Park non sarà solo un circuito, ma un vero e proprio polo di intrattenimento. Il progetto prevede infatti un’integrazione con parchi tematici, aree ricreative e strutture turistiche, trasformando il weekend di gara in un evento immersivo per fan e visitatori.
Inoltre, la pista sarà aperta anche al pubblico durante i periodi senza competizioni, con track days dedicati agli appassionati.
Obiettivo 2028
Se i tempi di costruzione verranno rispettati, il debutto in Formula 1 potrebbe avvenire nel 2028. Una data che segnerebbe non solo un cambio di sede per il GP saudita, ma anche l’ingresso di un circuito destinato a diventare iconico.
Tra visione futuristica, sfide tecniche e inevitabili interrogativi, Qiddiya rappresenta oggi uno dei progetti più discussi e affascinanti del motorsport moderno. La sensazione è che, una volta completato, difficilmente passerà inosservato, sia tra i piloti che tra il pubblico.
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