La Fia darà ascolto ai piloti? Sainz: li avevamo avvisati

L'incidente di Suzuka, dovuto a un'enorme differenza di velocità tra due macchine, era uno scenario prospettato dai piloti alla Fia. Hamilton: "Noi senza potere"
La Fia darà ascolto ai piloti? Sainz: li avevamo avvisati
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 30 marzo 2026, 15:19 (Aggiornato il 31 mar 2026 alle 11:13)

Li chiamano portatori di interessi - stakeholders per dirla con la pessima abitudine di forzare l'uso di anglicismi -, ovvero, chi intorno e nei confronti di un dato business ha una posizione interessata. Che siano i numeri dell’attività commerciale (Fom e squadre), che sia l’identità sportiva del campionato (Fia), che sia la formula tecnica delle power unit (motoristi e case auto).

Poi ci sono i piloti e i tifosi. Due parti che, va riconosciuto, hanno interessi che nella realtà della moderna Formula 1 raramente si incrociano. Per i piloti conta la sfida della velocità in curva, le prestazioni estreme e la sfida di pilotaggio. Una posizione che, la storia ha dimostrato, riduce lo spettacolo dell’attività in pista sull'altare dei limiti aerodinamici: tanto più forte vai in curva, tanto più il sorpasso è difficile, anche per l'accorciamento degli spazi in cui poter fare la differenza. Quando arriva, il sorpasso, è l’apoteosi. Il concetto di intrattenimento, invece, prevede movimento e azione continui per coinvolgere il “nuovo” pubblico. Il modo in cui avviene è secondario.

Sainz e i piloti aspettano soluzioni già a Miami

Ecco, il mese di aprile dovrà portare soluzioni e un miglior equilibrio nell’erogazione della potenza, visto che in Australia e Giappone la “fame” di energia è stato il tratto distintivo della prestazione sul giro e in gara. Non solo. Ha portato anche all’incidente tra Bearman e Colapinto, sul quale Carlos Sainz ha commentato con le parole di chi, alla Fia, aveva dato già indicazioni di un rischio sicurezza.

 

 

“Spero che riusciremo a trovare una soluzione migliore per Miami, dopo l’incidente a cui abbiamo assistito. Li avevamo già avvertiti che cose del genere potevano succedere. Con queste velocità di avvicinamento, un incidente del genere era inevitabile e non sono molto soddisfatto di come sono andate le cose finora”, le parole di Sainz, che rappresenta l’associazione piloti.

“Speriamo di trovare una soluzione migliore che non comporti queste velocità di avvicinamento così elevate e un modo più sicuro di correre. Sono rimasto davvero sorpreso quando hanno detto che risolveranno i problemi delle qualifiche, ma lasceranno stare la gara perché è emozionante. Noi piloti abbiamo ripetuto più volte che il problema non riguarda solo le qualifiche, ma anche la gara. Avevamo avvisato che questo tipo di incidente sarebbe accaduto e siamo stati fortunati ad avere una via di fuga. Immaginate di andare a Baku o Singapore, oppure a Las Vegas e trovarvi con questo tipo di velocità di avvicinamento e andare a sbattere contro il muro”.

Piastri: rischi insiti nel tipo di power unit

Siamo al “ve l’avevamo detto” e le voci dei piloti, idealmente d’accordo sulla necessità di intervenire, hanno sfumature diverse. Chi si è esposto in modo più chiaro e critico verso l’eccesso di gestione energetica richiesto - con la fase di recupero dal motore termico, in clipping a 200 kW - sono stati Sainz, Verstappen, Perez, Bearman, Gasly, Ocon, Alonso, Piastri, Norris. Altre voci confidano nell’intervento della Federazione. “Ne abbiamo parlato come di una possibilità fin da quando queste auto sono state progettate”, aggiunge Piastri. “E’ una situazione con cui dobbiamo fare i conti e non c’è un modo semplice per aggirarla. Da quello che ho visto, le luci della macchina di Colapinto non hanno lampeggiato, quindi non credo nemmeno che fosse con un super clipping ed è, ovviamente, un po’ preoccupante. Io ho rischiato grosso nelle prove libere con Nico (Hulkenberg; ndr) perché mi ha raggiunto in rettilineo circa tre volte più velocemente di quanto mi aspettassi, ed eravamo entrambi a tutto gas. Quindi, penso che ci sia chiaramente qualcosa da imparare per noi piloti. Il punto in cui è avvenuto l’incidente non è uno in cui ti aspetti che qualcuno arrivi da così lontano e con una differenza di velocità così grande. Mentre stiamo imparando queste cose, purtroppo continueranno ad accadere. Ci rendiamo conto come sport che ci sono molte cose che dobbiamo mettere a punto, che dobbiamo cambiare e soprattutto per motivi di sicurezza ci sono alcune questioni che vanno affrontate al più presto”.

La chiosa a una richiesta di intervento della Fia arriva con le parole di Hamilton: “Noi piloti non abbiamo voce in capitolo. Non abbiamo alcun potere, non facciamo parte del comitato (tecnico; ndr) né abbiamo diritto di voto”.

 

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