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Max come Raikkonen: la Formula 1 dell'esperienza di guida inarrivabile

Pubblicato il 30 marzo 2026, 13:13
Capire le critiche di Verstappen vuol dire sposarne la visione delle corse, oltre a capire il pilota. In Formula 1 ci sta per vincere, non per fare da comparsa. Come tutti, si dirà, ma nel caso di Max c’è qualcosa in più, di diverso, una visione del perché esserci nella categoria che lo accomuna al solo Kimi Raikkonen. Raccontava negli ultimi anni di carriera come in F1 gli piacesse restare, anche al volante di una Sauber, per le sensazioni uniche che dava quel correre in monoposto. In nessun'altra categoria del motorsport avresti trovato le stesse prestazioni. Ed è il "demone" della passione a volte ha portato al ritorno chi, in altro, non riusciva a trovare soddisfazioni simili.
Togli l’unicità della sfida e per gente come Max arriva l’interrogativo “che ci faccio qui”. È un modo di intendere le corse, forse la vita, come un rapporto costi-benefici. Costi: 22 settimane e più lontano da casa. Benefici: un ingaggio multimilionario e l’appagamento massimo per un pilota. Ecco, da qui serve partire per capire Verstappen. Uno che celebra l’ambiente della serie Nurburgring Langstrecke perché vicino alla sua idea di corse senza filtri. Aprile darà l’occasione a Max di tornare al suo parco giochi preferito, con un’altra gara dell’NLS e la possibilità di partecipare alle qualifiche della 24 Ore del Nurburgring. Poi a maggio di nuovo la Formula 1, da Miami.
Con una RB22 "presentabile" tornerà il sorriso. Parola di Mekies
In Red Bull si trovano a dover gestire una critica palese al tipo di corse che è chiamato a interpretare e Mekies interviene nel ruolo di pompiere sulle ricostruzioni di un possibile addio a fine 2026.
Quello che doveva essere l’anno delle discussioni per approdare in Mercedes, nel caso di una Red Bull poco competitiva a causa della power unit, sta diventando un anno di riflessione sul “se” non sul “come” andare avanti. Mercedes che si coccola il suo Antonelli e oggi più che mai è una destinazione inarrivabile con le porte chiuse per Max. Una macchina competitiva, che permetta di tornare in lotta là davanti, cambierebbe la visione delle cose, di questo ciclo tecnico, di Verstappen? Difficile dirlo. Sposando la prospettiva dell’olandese, verrebbe da dire di no. Se arrivassero modifiche al 50:50 della potenza elettrica e termica delle power unit, chissà.
Tornando a Mekies, a Suzuka ha minimizzato sulla possibilità che Max lasci a fine anno, lui che ha un contratto teoricamente valido fino al 2028 per correre con Red Bull. “Non abbiamo discusso affatto di questi aspetti. Abbiamo del lavoro da fare e sono certo che nel momento in cui gli daremo una macchina con la quale può spingere e fare la differenza, sarà anche un Max più felice. Quindi, a essere sincero, tutte le nostre discussioni oggi sono su questo aspetto”, le parole del team principal.
Trenta giorni per produrre i primi effetti, trenta giorni per lavorare sulla RB22 e, in parallelo, con la Federazione e gli altri motoristi su come correggere la rotta tracciata sulle power unit e risolvere l’aspetto più critico tra tutti: sistemi a corto di energia se spinti al limite.
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