Cadillac, avanti a piccoli passi: margini di miglioramento, ma inizio ok

Da debuttante, Cadillac è riuscita a termine un GP con due auto alla seconda gara: la MAC-26 manca di carico, ma è bilanciata e riesce a fare chilometri
Cadillac, avanti a piccoli passi: margini di miglioramento, ma inizio ok
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 24 marzo 2026, 13:47 (Aggiornato il 24 marzo 2026, 14:05)

C'è un puntino laggiù, in fondo alla griglia, che se lo guardi dal lato sinistro è più bianco, mentre se lo osservi dal lato destro è il nero a dominare. No, niente Yin e Yang, nessun giorno e la notte: è semplicemente la cromatura bianconera della Cadillac MAC-26, la Cenerentola di un mondiale che proprio grazie a lei ha portato a 22 il numero di partenti in griglia (quando riusciranno a partire tutti insieme, almeno). E' laggiù, in fondo, ma punta a lasciare in tempi ragionevoli le ultime file dello schieramento.

Imperativo fare chilometri

Sarebbe stata una sorpresa vederli già in grado di lottare nella pancia del gruppo, sarebbe stato sbalorditivo vederli già a punti, nelle prime gare dell'anno. Per ora, invece, tutto procede come da programma: le MAC-26 sono tra le ultime della griglia, ma nessuno in squadra è deluso; è semplicemente ciò che si aspettavano. Ora si preoccupano innanzitutto di imparare, di crescere, di migliorare: e non c'è niente di meglio che farlo macinando chilometri, che poi è alla base di qualsiasi tipo di sviluppo in Formula 1. A proposito di chilometraggio comunque, la seconda squadra americana dopo la Haas una soddisfazione se l'è tolta: in Cina ha completato il Gp con entrambe le monoposto, e se vi sembra poco pensate solo che non c'è riuscita la campionessa in carica della McLaren, la sempre temibile Red Bull, la chiacchieratissima Aston Martin e nemmeno l'Audi, che almeno a livello di denominazione (quindi a livello teorico) è l'altra debuttante del Circus, sebbene sia partita sì con un motore nuovo ma di certo non con una squadra allestita da zero come nel caso della Cadillac. Aver messo insieme più giri di queste quattro compagini non è poco, per cui possiamo definire il livello di partenza incoraggiante: un problema semmai è nella tenuta strutturale della macchina, a cui è accaduto di perdere pezzi durante la marcia sia in Australia che in Cina: indubbiamente a livello di controllo qualità e saldature si può migliorare.

Prestazioni: tanti margini di miglioramento

Assodata l'affidabilità (vedremo a lungo andare, ma l'inizio da questo punto di vista è stato positivo), il team ora deve sviluppare una MAC-26 che invece sul fronte delle prestazioni ha parecchi margini di crescita. La vettura, sin dai test, ha denunciato una cospicua mancanza di carico aerodinamico: lo si vedeva anche nei long run di Sakhir, come la vettura calasse di rendimento causa degrado delle gomme (riconducibile, appunto, alla carenza di spinta verticale che porta a sforzare di più i pneumatici) nelle sequenze più lunghe. Altro indizio è stato il graining, sofferto principalmente da Perez nella sprint cinese. Il ritardo in percentuale sul giro secco è calato molto tra Australia e Cina, e considerando le caratteristiche dei due circuiti potrebbe essere un altro sintomo di una macchina che fa più fatica nei curvoni, mentre riesce ad esprimere prestazioni dignitose nel lento, tra frenata e trazione, ben coadiuvata dall'ottima PU Ferrari, molto a suo agio nelle accelerazioni. Nel sabato di Melbourne la miglior Cadillac aveva rimediato 3"1 in Q1, nel sabato di Shanghai invece, sempre in Q1, il divario è stato di 2"3 nonostante il giro in Cina sia cronometricamente più lungo di oltre 10" rispetto all'Australia.

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