Temi caldi
La storia di Honda in F1: impero, caduta e un 2026 che riapre i dubbi
Dai trionfi con Ayrton Senna al titolo di Max Verstappen nel 2021, fino al difficile 2026 con Aston Martin: la storia Honda tra dominio, crisi e nuove sfide

Pubblicato il 24 marzo 2026, 15:02
Nel panorama della Formula 1, pochi costruttori hanno avuto un impatto così profondo e allo stesso tempo così discontinuo come Honda. La sua storia nel mondiale non segue una linea continua, ma è fatta di ingressi coraggiosi, ritiri improvvisi e ritorni capaci di ridefinire gli equilibri tecnici della categoria.
Le origini: l’approccio radicale degli anni Sessanta
Honda entra in Formula 1 nel 1964 con un approccio fuori dagli schemi. A differenza dei costruttori europei (tranne la Ferrari), sceglie di progettare internamente sia telaio che motore, una filosofia che riflette l’identità ingegneristica dell’azienda.
I risultati arrivano rapidamente: la prima vittoria nel 1965 con Richie Ginther dimostra che il progetto ha solide basi tecniche. Tuttavia, questa prima esperienza si conclude nel 1968, in seguito alla morte del pilota Jo Schlesser durante il Gran Premio di Francia, un evento che segnò profondamente il programma sportivo della casa giapponese.
Tuttavia, dietro l’uscita dalla Formula 1 pesavano anche considerazioni di natura industriale e strategica: in quegli anni Honda stava affrontando un periodo complesso sul mercato statunitense, fondamentale per la propria crescita globale.
Il ritiro, quindi, fu il risultato di una combinazione di fattori sportivi, emotivi ed economici che portarono l’azienda a sospendere temporaneamente il proprio impegno nel mondiale.
Il dominio come motorista: gli anni Ottanta e Novanta
Il ritorno nel 1983 segna l’inizio della fase più vincente. Honda abbandona il ruolo di costruttore completo per concentrarsi sui motori, diventando rapidamente il punto di riferimento della griglia come fornitore.
Le partnership, Spirit, Lotus, Tyrrell, ma soprattutto quelle con Williams e McLaren, danno vita a un’epoca di dominio tecnico senza precedenti. Tra il 1986 e il 1991 arrivano sei titoli costruttori consecutivi e cinque titoli piloti, con protagonisti come Ayrton Senna e Alain Prost.
In quegli anni Honda è la misura del riferimento tecnico. I suoi motori turbo prima e aspirati poi rappresentano il massimo livello raggiungibile in termini di prestazione e affidabilità.
Nonostante questo, nel 1992 arriva un nuovo ritiro, ancora una volta nel pieno del successo. In quel periodo Mugen, azienda di Hirotoshi Honda, figlio del fondatore del celebre marchio nipponico, rileva e sviluppa i motori realizzando unità proprie basate su quel know-how.
In questo periodo, Mugen resta in Formula 1 fungendo da “ponte tecnico” fino al ritorno ufficiale del 2000.
Il ritorno del nuovo millennio: ambizioni e limiti
Honda rientra in Formula 1 nel 2000 in un contesto profondamente diverso, inizialmente come motorista e poi come team ufficiale dopo l’acquisizione della BAR.
I risultati migliori arrivano a metà decennio, con il secondo posto nel mondiale costruttori 2004 e la vittoria nel 2006 con Jenson Button al Gran Prmeio di Ungheria. Tuttavia, la mancanza di continuità tecnica impedisce al progetto di consolidarsi tra i top team.
La crisi economica del 2008 segna un nuovo punto di rottura: Honda lascia la Formula 1, chiudendo un ciclo che non ha rispettato le aspettative iniziali. In modo emblematico, la struttura tecnica lasciata in eredità diventerà Brawn GP, capace di vincere il titolo mondiale l’anno successivo.
L’era ibrida: la crisi più profonda
Il ritorno nel 2015, in partnership con McLaren, coincide con l’introduzione delle power unit ibride. È una sfida tecnica completamente nuova, che Honda affronta con difficoltà evidenti.
Le prestazioni sono lontane dai vertici e i problemi di affidabilità compromettono lo sviluppo. Il progetto diventa rapidamente uno dei meno competitivi della griglia, aprendo quella che sarà la fase più difficile nella storia recente del marchio in Formula 1 (2015-2017).
Sfoglia per continuare a leggere 1/2
1 di 2
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

