Temi caldi
La nuova F1 come Mario Kart: dai team radio agli spot virali

Pubblicato il 19 marzo 2026, 12:59
La nuova Formula 1 sta facendo fatica a trovare sostenitori e i primi a mostrarsi scettici sono proprio i piloti. Al di là di un regolamento estremamente complesso da comprendere e interpretare, ciò che emerge dalle prime uscite in pista è una sensazione diffusa di insoddisfazione. Le monoposto, almeno per ora, non sembrano restituire ai protagonisti ciò che una gara di Formula 1 dovrebbe far provare: intensità, istinto, lotta vera, gestione del limite.
Siamo ancora nella fase iniziale della stagione, con appena due Gran Premi disputati e una Sprint già archiviata, ma il quadro che sta prendendo forma solleva già più di una perplessità. Anche perché all’orizzonte si profila un ulteriore aggiustamento regolamentare prima della conclusione della prima metà del campionato, segno evidente di una categoria che sta ancora cercando un equilibrio.
I numeri dei sorpassi non raccontano tutta la verità
A una prima lettura, i dati sembrerebbero promuovere questo nuovo corso. In Australia, per esempio, si sono registrati 120 sorpassi contro i 45 del 2025. Numeri che, isolati dal contesto, suggerirebbero una Formula 1 più viva, combattuta e spettacolare. Eppure la realtà, osservata da vicino, appare molto più sfumata. La domanda che circola nel paddock è semplice: sono davvero sorpassi?
Oppure sarebbe più corretto parlare di semplici “scambi di posizione”, determinati soprattutto dalla gestione della carica della batteria, che in alcuni frangenti favorisce un pilota e, poco dopo, restituisce il vantaggio all’altro? Il duello c’è, ma non sempre dà la sensazione di essere costruito sulla pura iniziativa del pilota. E in una categoria che ha sempre fatto della prestazione assoluta e del talento in battaglia il suo marchio di fabbrica, questo dettaglio cambia parecchio.
In Cina il duello Ferrari accende il pubblico
In Cina il quadro si è mostrato leggermente diverso. Il duello interno in casa Ferrari ha acceso gli animi non solo dei tifosi del Cavallino, ma di tutto il pubblico del Gran Premio. Per qualche giro si è rivista quella tensione che rende una sfida davvero coinvolgente, con l’attenzione catalizzata non soltanto dal risultato ma anche dal modo in cui si stava costruendo il confronto in pista. Tuttavia, al di là dello spettacolo offerto dal momento, tra team radio e dichiarazioni post-gara è emerso con forza un filo rosso che accomuna le opinioni dei piloti.
Sfoglia le pagine per continuare a leggere (1/2).
1 di 2
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

