Lucidità Sainz: F1 cambi, questa non è la formula giusta

Carlos concede alla categoria un inizio problematico, ora serve intervenire sulle power unit: "Provano a vendere una formula che non è quella giusta"
Lucidità Sainz: F1 cambi, questa non è la formula giusta
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 17 marzo 2026, 10:04 (Aggiornato il 17 marzo 2026, 14:16)

In Australia c’è stato il fattore novità a catalizzare l’attenzione. In Cina, una prova d’appello doverosa per criticare il modo costruttivo, non disfattista a priori, quel che delle nuove power unit 2026 proprio non va. L’interrogativo è, in prospettiva, un altro: quanto a lungo sarà sostenibile uno spettacolo dal copione prevedibile, con solamente due squadre teoricamente in battaglia davanti, distacchi molto ampi e gare dettate dalla gestione energetica?

Avanti con Suzuka, poi, ci sarà l’opportunità di ritoccare le scelte tecniche fatte dalla Fia - con i motoristi e la Formula 1 -, un occasione da cogliere al volo per salvare quanto di buono hanno le monoposto '26, con la possibilità che offrono ai piloti di battagliare in pista. Battaglie decise spesso da un pulsante, un impiego dell’energia che svuota il sorpasso delle sue caratteristiche innate. Energia che devi raccogliere durante il giro, un impegno fondamentale prima ancora del tentativo di andare più forte su una curva quei 5 km/h in più per trovare centesimi di secondo di prestazione.

Non solo Max

Verstappen è il pilota che più si è esposto nei suoi commenti. Non è il solo, semmai si volesse relegare la critica dell’olandese a una vicenda personale, di scarsa competitività, di “non gioco più, me ne vado”. Alonso (cit.: “Il mondiale della batteria”), Norris (“Ora non è più possibile vedere chi ha più p**le”), Perez, l’elenco dei critici è lungo. Carlos Sainz si distingue per un’analisi profonda, al di là di similitudini da videogioco che rischiano di trasformare la vicenda in poco seria.

Il caso grafiche in qualifica

Stanno provando con tutto sé stessi a vendere qualcosa che sappiamo tutti non è quella giusta. Su una pista come quella in Cina le power unit non vanno così male, perché abbiamo molta energia e occasioni di recupero. I motori si comportano molto diversamente dallo scorso anno ma non così tanto rispetto a Melbourne. Su circuiti come Melbourne, Monza e Spa serve assolutamente un ripensamento. Lo sviluppo farà la propria parte ma sono certo al 100% che questa non è la Formula 1 che voglio vedere e sono altrettanto convinto che le persone ai vertici lo vedano e lo sappiano”, l’analisi del pilota spagnolo.

Un episodio controverso nel week end di Shanghai è arrivato in qualifica, quando le grafiche degli onboard, sul lungo rettilineo di 1.200 metri, hanno smesso di funzionare nella fase in cui le power unit andavano in clipping: acceleratore in pieno ma velocità ed erogazione della potenza in calo. Secondo alcuni, non sarebbe stato un problema tecnico, piuttosto una scelta deliberata di nascondere la grafica. Quando osservate cosa stanno facendo con le grafiche e tutto, stanno provando a fare il loro meglio nel vendere qualcosa che credo tutti sappiamo non sia la giusta formula per la F1. Spero davvero che arrivino presto delle modifiche, perché questa non è la migliore formula.

A patto che tutti ne siano consapevoli, penso che vada bene se all'inizio della stagione non tutto funziona alla perfezione, per poi apportare le modifiche necessarie affinché le cose migliorino”.

errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Errare è umano, perseverare è diabolico.

 

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