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Ferrari, in Australia con incognite da svelare e solidi indizi

Pubblicato il 4 marzo 2026, 14:50
Stavolta è diverso. L’ottimismo è giustificato dai fatti, che registrano l’affidabilità della power unit dimostrata nei test, le soluzioni tecniche potenzialmente decisive come il dimensionamento del turbo, lo studio di dettagli aerodinamici distintivi sulla SF-26.
Stavolta l’avvio di campionato al quale si affaccia la Ferrari è diversissimo rispetto a un anno fa, almeno nel clima e nell’ottimismo che traspare. Melbourne, GP d’Australia, dovrà dire se e quanto le impressioni avute finora sono state alterate da un gioco a nascondersi dei rivali - Mercedes soprattutto -, che stabilirà altri distacchi una volta in pista.
I test sono test, ora la prima verifica
“I test in Bahrain ci hanno permesso di completare un buon numero di chilometri e raccogliere dati preziosi per migliorare la nostra comprensione della SF-26”, si limita a commentare Fred Vasseur alla vigilia della prima gara. “Abbiamo lavorato in modo metodico su diverse aree chiave e raccolto molte informazioni utili. Le condizioni dei test non sono mai del tutto rappresentative e Melbourne sarà la prima vera occasione per valutare la nostra competitività rispetto agli avversari. Come sempre a inizio stagione, ci sono molte incognite: noi affronteremo il weekend con concentrazione e umiltà”.
Macarena rinviata
E anche con delle carte potenzialmente vincenti. Non vedremo l’ala “Macarena” a Melbourne, poiché sarà oggetto di ulteriori sviluppi prima di lanciarla nella mischia. Potrebbe esordire in Cina o a Suzuka? I margini di miglioramento presenti sono, ad esempio, nell’alleggerimento del meccanismo applicato alle paratie laterali. Un punto alto della monoposto dove conta ridurre le masse più che altrove e, al tempo stesso, un punto molto sollecitato nella fase di rotazione del profilo a 270 gradi, quando opposto al flusso d’aria frontale.
Una SF-26 che parte a fionda
Il primo GP stagionale dirà anche quanto la SF-26 ha un’arma vincente nella gestione delle partenze. Viste le coordinate geografiche dell'esordio, quale migliore occasione per mostrare un balzo da canguro, a guadagnare posizioni, domenica al via?
Le simulazioni effettuate in Bahrain hanno svelato quanto sia stata giusta l’intuizione di un dimensionamento del turbo più piccolo, mancando da quest’anno il MGU-H. La revisione della procedura di partenza, con un avviso concesso dalla FIA dei meno 5 secondi all’accensione dei semafori, ha fornito un “paracadute" ai team rivali, bisognosi di un lungo periodo (10-15”) con il motore termico alto di giri per produrre il flusso di gas di scarico necessario ad attivare il turbocompressore, più grande e quindi con maggiore inerzia, al regime ottimale di partenza e spinta.
Abbiamo promosso la Ferrari dei test per la gestione delle gomme sui long run, in condizioni molto difficili a Sakhir. Sarà un aspetto assente a Melbourne, per un circuito poco impegnativo sulle gomme e temperature ambientali (e dell’asfalto) inferiori rispetto ai 42° C raggiunti in Bahrain. Sarà fondamentale, invece, e qui verificheremo quanto la power unit Ferrari è efficace rispetto ai rivali, la gestione energetica, per le poche occasioni di recupero offerte in frenata e la necessità di ricaricare la batteria mediante l’apporto del motore termico sul MGU-K.
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