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Pensando al GP d'Australia, Melbourne critica sull'energia: Piastri anticipa la sfida

Pubblicato il 23 febbraio 2026, 12:58
I verdetti più importanti che i test in Bahrain hanno emesso, riguardano questa nuova Formula 1. Sakhir ha esposto i limiti delle monoposto con “troppa” potenza elettrica e troppo poca energia disponibile per soddisfare l’erogazione dei 476 cavalli senza dover ricorrere a strategie estreme di risparmio e recupero.
Ecco, Sakhir è già passato, in attesa di tornarvi per il Gran Premio, il prossimo 12 aprile. Il futuro dietro l’angolo è il GP d’Australia; richiamando alcuni dati tecnici della scorsa stagione, quando erano molto meno rilevanti di oggi, ecco che si intravede un week end critico per la gestione dell’energia.
Quanto tempo si stava in pieno
I dati, fonte Mercedes, dicono che nel 2025 a Sakhir le monoposto giravano per il 61% del tempo sul giro con il motore in pieno, una pista considerata a elevato consumo di carburante e sulla quale i piloti effettuavano 55 cambi marcia nell’arco del giro.
Melbourne sarà un banco di prova ancora peggiore, poiché con il 71% del tempo sul giro affrontato con il motore in pieno, segnala una severità maggiore. È il secondo circuito per tempo sul giro affrontato in pieno, alle spalle della sola Monza ed è secondo all’Autodromo nazionale anche per il numero di cambiate nel corso del giro: appena 35.
Dopo quanto visto nei test, il GP d’Australia sarà con ogni probabilità un appuntamento nel quale le percentuali di tempo sul giro in pieno resteranno un ricordo, vista l’esigenza di gestire l’energia. Quanto alle grandi frenate, nelle quali sfruttare il lift and coast prima della fase di staccata, nella prima parte del giro si contano soprattutto curva 3 e (meno) curva 6. Poi l’allungo energivoro del settore centrale e la staccata di nuovo forte su curva 11, nel settore finale.
La realtà ha superato le simulazioni
Oscar Piastri, commentando le strategie di gestione energetica e proiettandosi alla gara di casa, in Bahrain ha sottolineato: “Dalle simulazioni che ho fatto al simulatore, in pista è stato molto diverso. Su certe piste ci troveremo a essere molto più limitati nel recupero d’energia di quanto non si accaduto qui, dove - a seconda di dove posizionavi il tuo punto ottimale - non dovevi fare molto lift and coast. A Melbourne penso che se non farai lift and coast ti troverai senza energia molto, molto presto”.
Occhio a Melbourne, poi Jeddah
Piastri, dopo Melbourne, ha indicato in Jeddah, quinta gara del campionato, un altro circuito esigente sull’energia recuperabile e disponibile. In una sorta di “identikit” del circuito ostico per le nuove power unit, il pilota McLaren ha spiegato che si tratta di “posti nei quali hai un paio di rettilinei raccordati da curve ampie, sulle quali è molto difficile raccogliere energia. Sarà lì che verificherà la maggior parte delle ‘anomalie’”. L’anomalia di una monoposto di Formula 1 costretta a correre al risparmio e si tratta di strategie di gestione energetica studiate a tavolino e definite nell’elettronica di gestione.
“Puoi cambiare al volo strategia ma è diverso, perché non è qualcosa che si gestisce unicamente con l’acceleratore. Melbourne credo che sarà un circuito che si presenterà in modo piuttosto diverso dal solito e sono certo che rappresenterà una sfida per tutti noi”.
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