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Red Bull, contenti a metà: pronto il primo aggiornamento sulla RB22

Pubblicato il 16 febbraio 2026, 16:02
Wow, Red Bull. Che sorpresa! Ma no, è Mercedes che ha un secondo in tasca. Vedrete. E la Ferrari? Una forma e costanza da far invidia e paura.
Ecco, tra Barcellona e Sakhir, di valutazioni intorno ai rapporti di forza tra top team - supportate dai primi riscontri del cronometro - se ne sono contate in ogni direzione. Ferrari ha colpito favorevolmente per i livelli di affidabilità raggiunti e per la costanza delle prestazioni nei long run completati da Hamilton e Leclerc. Mercedes, con il pronti-via di Barcellona, ha stupito. Prima di qualche inciampo a Sakhir, legato a un bilanciamento ancora da mettere a punto. Red Bull, che ci si aspettava sarebbe stata la squadra più condizionata dall’avere una power unit fatta in casa, finisce di diritto tra le squadre che, in questo momento - hic et nunc come concetto destinato ad accompagnare un’ampia fetta della prima parte di stagione - meritano una promozione sul campo.
Bene la costanza, prestazioni da contestualizzare
“Sono davvero contento di come abbiamo girato, di aver potuto valutare le prestazioni e capire dove dobbiamo migliorare. Penso che sia stato fatto un lavoro fantastico dai tecnici Red Bull, ci hanno consentito di fare tanti giri”, ha ammesso Pierre Waché, direttore tecnico e papà della RB22.
Ora, quanto i team possano essere soddisfatti e considerarsi pronti per una sfida al vertice - da Red Bull a Mercedes, passando per McLaren - è una valutazione da rinviare ai primi turni di prove a Melbourne. “Non siamo completamente contenti, perché si tratta di prestazioni mettere in relazione con gli altri. Chiaramente ci sono squadre più veloci di noi, dobbiamo migliorare ma come punto di partenza è ottimo, davvero”, ha proseguito Waché.
Se il test di Bahrain-1 serviva a confermare l’affidabilità ed esporre i primi limiti delle monoposto, con Bahrain-2 (dal 18 al 20 febbraio) avremo in pista i primi pacchetti di sviluppo. Varrà per Ferrari come per Red Bull, mentre in McLaren hanno preferito un percorso diverso, di una monoposto tra test e gara d’esordio in configurazione assai simile.
“Lo sviluppo sarà continuo per tutto l’anno, hai il tuo piano e porti alcuni aggiornamenti alla prima gara; poi, guardi cosa fanno gli altri, ti suggeriscono delle idee. Proveremo nel prossimo test a valutare l’aggiornamento che avremo alla prima gara, come faranno tutti. Nel paddock si sono visti aspetti interessanti, filosofie progettuali chiaramente diverse, proveremo a valutarle”, ha concluso Waché.
Attenzioni puntate sulla tre giorni in arrivo, per capire quanto cambieranno visivamente le monoposto e come i tempi sul giro e i long run miglioreranno a 7 giorni di distanza.
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