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Verità Verstappen, è una F1 da guidare come la F.E: il popolo degli scontenti con Checo e Lewis

F.P.
Pubblicato il 13 febbraio 2026, 10:26
Ci sono due aspetti che più di tutti caratterizzano quest’avvio di nuova era della F1 turbo ibrida sbilanciata sulla potenza elettrica. Il primo riguarda la complessità nel comprendere ogni frangente dell’azione in pista, visto dalla prospettiva dello spettatore. “Padroneggiare” i concetti di gestione e consumo dell’energia, abituarsi su certi circuiti a monoposto dal comportamento “innaturale” se paragonato alla norma. Qual è? Ad esempio, sonorità dal motore che non corrispondono sempre a ciò che ti aspetteresti, ovvero, su un rettilineo che si vada in pieno e in un crescendo della velocità -.
Il secondo aspetto è un problema tutto dei piloti, chiamati a guidare in maniera del tutto diversa dalle abitudini e ben oltre un semplice lift and coast. Le strategie di scalata alternative che alcuni piloti hanno adottato Sakhir (Verstappen e Hulkenberg) sono funzionali a un recupero d’energia che sia il più alto possibile, entro il limite di Megajoule concesso dal regolamento. La premessa serve a introdurre il giudizio di Max Verstappen: chiaro, diretto, come sempre. E quelli di Sergio Perez e Lewis Hamilton.
Il Max pensiero: F1 come una F.E gonfiata
"Non è molto divertente, a essere sincero. Direi che la parola giusta è gestione. Da pilota, la sensazione non è quella di una Formula 1, sembra più una Formula E sotto steroidi. Ma le regole sono le stesse per tutti, bisogna accettarlo e non è un problema per me, perché sono assolutamente d'accordo. Pari opportunità, non mi dispiace. Ma da pilota puro, mi piace guidare a tutta velocità e, al momento, non è possibile farlo. Ci sono troppe cose da tenere sotto controllo. Molto di quello che fai come pilota, in termini di input, ha un effetto enorme sul lato energetico delle cose”.
Ora, servirebbe contestualizzare l’idea di Formula E sotto steroidi. Il tratto “comune” è nella limitata quantità d’energia disponibile, che sulle attuali Formula 1 è quella esauribile/ricaricabile in un giro mentre in Formula E è limitata dalla capacità della batteria nell’arco della gara. Un ePrix di Formula E ha fasi iniziali di gestione estrema del consumo d’energia e spesso produce gare non lineari da seguire, con mille sorpassi e controsorpassi senza esito sul risultato finale. Ci sarebbe, poi, l'esempio del Wec, affine alla nuova Formula 1, ma è una categoria filosoficamente diversa.
Il problema della Formula 1 su una pista come Sakhir - e sarà diverso ancora a Melbourne, minore, prima di tornare molto marcato probabilmente in Cina - è legato alla richiesta della potenza elettrica sui quattro rettilinei, a fronte di tre grandi frenate e tre di media intensità. La coperta è corta tra energia disponibile nella batteria - con un recupero aggressivo -, erogazione della parte elettrica e spinta prevalente del motore termico a velocità oltre i 290 km/h. Un V6 da "appena" 500 cavalli circa è chiamato a spingere monoposto la cui efficienza sul dritto - per quanto ricercata - è vincolata dalla necessità di produrre carico in curva.
"Per me, non è Formula 1, forse è meglio guidare in Formula E, giusto? Perché lì conta solo l'efficienza energetica e la gestione dell'energia. È questo che rappresentano. Dal punto di vista della guida, non è così divertente. Allo stesso tempo, so anche cosa c'è in gioco con la squadra, con il nostro motore e vedo l'entusiasmo della gente. Quindi, ovviamente, quando mi siedo in macchina, do sempre il massimo. Loro lo sanno. Ma il livello di eccitazione non è così alto”, ha concluso Verstappen, che si trova in una condizione positiva con la power unit Red Bull secondo quanto visto da Toto Wolff. Ma proprio nei confronti di Mercedes, Max avvisa tutti: si stanno nascondendo alla grande.
Sulle parole di Max, è arrivato il consiglio di Norris: “Se non gli piace, può anche ritirarsi”.
Hamilton: nessun tifoso capirà cosa accade
Tornando ai critici di questa Formula 1 e del modo di guidarla, in un percorso per le squadre che è ancora tutto di messa a punto, come ha sottolineato Diego Ioverno, Lewis Hamilton a Sakhir ha avvisato, prima di Max: “Nessun tifoso capirà, è troppo complicata. In una giornata ho avuto sette riunioni nelle quali ci hanno spiegato tutto.
Non so, è come se servisse una laurea per capire tutto. In termini di gestione direi che è piuttosto lineare, forse in configurazione gara sarà un po’ diverso. Però, c’è un sistema che, automaticamente, quando hai concluso il giro, apprende il modo in cui hai guidato. Diciamo che in un giro hai un bloccaggio e vai lungo, percorri più strada e questo impatta sull’algoritmo. Stiamo provando a capire e padroneggiare questa cosa, è uguale per tutti.
Le marce basse alle quali siamo costretti sono dovute al fatto che non riusciamo a recuperare abbastanza potenza in ingresso, perché la macchina non riesce a gestirla. Non riusciamo a recuperare abbastanza energia e dobbiamo far girare i motori molto, molto in alto e scaliamo in seconda o prima marcia, in certi punti, solo per recuperare quell’extra di potenza”.
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