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F1 2026, ansie e speranze: Racing Bulls

Pubblicato il 11 febbraio 2026, 09:35
Cambiano le epoche, i regolamenti e pure i nomi, ma l'agglomerato di Faenza resta sempre nella sua funzione primordiale, quella che di fatto va avanti da venti anni: essere lo junior team della Red Bull. Una definizione che stride con la passione, l'impegno e pure i risultati della vecchia Minardi, che negli anni si è ritagliata, ed ha mantenuto, una parvenza di originalità nonostante il legame a doppio filo con la casa madre.
Le speranze: non dover fare da laboratorio viaggiante
Anni fa, quando la Red Bull scelse di passare dai motori Renault (già denominati Tag Heuer) a quelli Honda, il passaggio fu ammorbidito da una stagione dei propulsori nipponici sull'allora Toro Rosso; era il 2018, e da Milton Keynes dettero mandato ai giapponesi di fare e disfare a piacimento, per tutte le prove che volevano: l'importante era crescere per dare alla Red Bull del 2019 il miglior motore possibile. Quella Toro Rosso divenne una specie di laboratorio viaggiante, senza grosse pretese: una stagione non sacrificata, ma piegata ad esigenze più grandi. Stavolta, la storia potrebbe ripetersi: il propulsore sviluppato dalla Red Bull con l'ausilio, innanzitutto economico, della Ford (la casa americana ha collaborato per la parte elettrica, con un sostegno molto minore per quella termica) avrà probabilmente bisogno di essere svezzato e la Racing Bulls potrebbe prestarsi bene ad un determinato percorso.
Parliamo con i condizionali, perché non è detto che il Red Bull-Ford avrà bisogno di un lungo processo per arrivare a livelli accettabili di affidabilità e prestazione (tant'è che a Barcellona ha girato subito con regolarità); ma se così fosse, niente vieta a Milton Keynes di chiedere a Faenza un sacrificio, magari montando più unità fresche in gara, a costo di rimediare sanzioni. L'augurio è che possa non essere così, dando via libera alla Racing Bulls per costruire la "sua" stagione: a Faenza ripartono dall'ottimo 6° posto conquistato nel 2025, piazzamento che ha certificato una volta di più la solidità della scuderia con sede in Emilia-Romagna.
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