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Storie di Olimpiadi: CONI, Ferrari, Cannizzo ed il bob per la Nazionale Italiana

Pubblicato il 6 febbraio 2026, 14:15
Sono passati 20 anni, da quelle "sgasate" di Luca Badoer su una Ferrari appositamente concepita per sfilare alle Olimpiadi Invernali. Eravamo a Torino 2006, esattamente due decenni fa. Ma se quella era un'esibizione, c'è stata una Ferrari che ha gareggiato davvero nelle discipline olimpiche: è stata la Ferrari che ha collaborato con il CONI per la progettazione del bob italiano, un progetto che vide la luce a Vancouver 2010.
All'epoca della presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, la Ferrari ed il CONI strinsero una collaborazione che portò il Cavallino Rampante a sviluppare il bob per la Nazionale Italiana ai Giochi Olimpici Invernali del 2010. Un gruppo di tecnici di Maranello dette il proprio supporto soprattutto nella lavorazione del carbonio e dell'aerodinamica, con conoscenze travasate direttamente dalla F1. A guidare quel gruppo di lavoro c'era Ferdinando Cannizzo, oggi vincente direttore tecnico del programma Ferrari Hypercar, quello che ha dato alla luce la 499P, fresca di tre vittorie alla 24 Ore di Le Mans e di due titoli mondiali nel WEC.
Il racconto di Cannizzo
Ecco come Cannizzo raccontava quel progetto in un video dell'epoca diffuso dai canali ufficiali Ferrari: "Abbiamo iniziato a parlare con il CONI all'inizio del 2007. Abbiamo speso un po' di mesi per la selezione delle discipline, cioè capire in quali discipline sportive potevamo effettivamente dare il nostro contributo. Le attività sono partite verso la fine del 2007. Una parte iniziale del lavoro è stata l'integrazione tra i due team: il team del CONI e quello della Ferrari. Principalmente ci siamo organizzati cercando di selezionare un responsabile per progetto, cioè per disciplina sportiva, e abbiamo mantenuto dei leader di Ferrari sulle tre aree di prestazione che avevamo individuato, ovvero aerodinamica, struttura del veicolo e materiali.
I membri del gruppo sono stati principalmente scelti in base al proprio profilo ed in base al profilo professionale richiesto, ma non abbiamo sottovalutato l'attitudine e la loro passione per lo sport. E bisogna dire che alla fine la scelta è stata facile, perché trovare persone a cui piace lo sport non è difficile. Non è stato tanto difficile condividere questa esperienza con protagonisti diversi rispetto a quelli dell'automobilismo. Abbiamo esattamente portato su questo tipo di test l'esperienza che abbiamo costruito sia sulle vetture stradali che su quelle di F1. Abbiamo impostato i test con lo stesso rigore e con la stessa metodologia che usiamo in Formula 1, quindi briefing prima dei test con atleti e tecnici, briefing successivi ed il monitoraggio continuo e la discussione continua dopo ogni discesa per capire dagli atleti le loro sensazioni e se le modifiche apportate fossero vantaggiose oppure no, oltre a cosa percepivano. L'unica differenza con l'automobilismo era proprio la neve".
L'avventura: oro ai Giochi Giovanili
La collaborazione sarebbe durata anni, estendendosi anche alle Olimpiadi Estive. Il patrimonio tecnologico della Ferrari sarebbe finito trasversalmente, nelle Olimpiadi degli anni a venire, tra Sci Alpino, Snowboard, Salto Speciale, Combinata Nordica e Short Track e le discipline estive di Canottaggio, Canoa\Kayak e Tiro con l’arco. Tornando ai Giochi Invernali, fu proprio Vancouver 2010 ad inaugurare la collaborazione con il bob a due, con l'Italia che si sarebbe classificata al 17° posto. Molto meglio sarebbe andata alle Olimpiadi Invernali Giovanili di Innsbruck 2012, dove Patrick Baumgartner e Alessandro Grande conquistarono la medaglia d'oro sul pezzo sviluppato da CONI e Ferrari.
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