Newey, la visione del genio e il supporto dell'AI: ci aiuta a "vedere" l'aria

Il machine learning è realtà in Formula 1 ma come è impiegato dalle squadre? Newey parla dell'apporto in Aston Martin e nella tecnologia della galleria del vento 
Newey, la visione del genio e il supporto dell'AI: ci aiuta a "vedere" l'aria
© Aston Martin

Pubblicato il 4 febbraio 2026, 09:52

L’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale alla Formula 1 è qualcosa di molto diverso da quanto potrebbe immaginare un seguace poco addentro alla Formula 1, equiparando l'uso che se ne fa privatamente a strutture di ricerca e sviluppo avanzate come sono le squadre di F1. Resta l’insostituibile valore dell’intuizione dei progettisti sui concetti fondamentali della vettura, come sull’interpretazione migliore delle norme, in quel che consentono di fare, cosa vietano e come ci si può muovere nella fruttuosa “zona grigia”.

La tecnologia per vedere l'aria

L’apporto dell’AI esiste e supporta i tecnici. Adrian Newey ha parlato del contributo avuto nella realizzazione della AMR26, in un ambito molto specifico dello studio aerodinamico, in quella che ha definito la più avanzata e migliore galleria del vento della Formula 1. Ce l’ha Aston Martin e impiega la tecnologia CoreWeave "In parte ci aiuta nel funzionamento della galleria, in parte ci aiuta nelle misurazioni, ad esempio con il PIV (Particle Image Velocimetry), un metodo che consente di visualizzare il flusso d'aria disseminando particelle nell'aria e, percorrendole con un raggio laser, misurarne le proprietà. Richiede un'analisi post-elaborazione molto complessa. La potenza di calcolo di CoreWeave e il suo software AI all'avanguardia integrati nella galleria migliorano la nostra capacità di analizzare quel flusso, manipolarlo e poi abbinarlo ad altri strumenti come il CFD”. L’uomo che "vede i flussi” aerodinamici e negli ultimi 40 anni ha prodotto intuizioni aerodinamiche all’avanguardia, oggi ha un supporto scientifico.

 

 

Tutt'altra AI rispetto ai servizi usati dai singoli

La realtà, intorno all’AI in Formula 1, va oltre il clamore che ha prodotto nelle società negli ultimi 24 mesi. Il machine learning esiste da molto tempo, è stato sostituito, se vogliamo, dall'intelligenza artificiale come parola d'ordine: ormai tutti sanno cos'è l'intelligenza artificiale. In realtà, l'intelligenza artificiale che la maggior parte delle persone utilizza quotidianamente è principalmente fondata sulla semplice ricerca su internet e sul riconoscimento di modelli.

Utilizziamo il machine learning, o l'intelligenza artificiale, per compiti molto più specifici e quindi il nostro uso dell'intelligenza artificiale è incredibilmente personalizzato. In genere non utilizziamo nulla che provenga da Internet perché siamo troppo specializzati per farlo, ma ci sono casi in cui utilizziamo il riconoscimento dei modelli per aiutare in compiti relativamente semplici e persino nella strategia di gara attraverso la simulazione e la teoria dei giochi”, racconta Newey, che alla domanda se usi o meno ChatGPT si è lasciato andare a una risata.

Strumenti in continua evoluzione

La Formula 1 è una frontiera tecnologica ed evidentemente gli usi dell’intelligenza artificiale non possono catalogarsi nel singolo prodotto e per le funzioni a cui accedono molti utenti privati. Che il livello di uso e supporto al lavoro dei tecnici sia ben altro lo lascia intendere Newey quando glissa, nel racconto diffuso dal team, su quali specifici compiti Aston usi l’AI. "Esistono applicazioni più avanzate... di cui preferisco non parlare al momento. Il problema degli aspetti quali la potenza di calcolo, l'elaborazione dei dati e l'intelligenza artificiale è che stanno avanzando tutti molto rapidamente. Ciò che oggi è una novità, tra 12 mesi sarà praticamente obsoleto. Ovviamente per noi è incredibilmente entusiasmante, e sta a noi collaborare con i nostri partner per stare al passo con questi sviluppi, perché le opportunità che creano sono immense. È quasi come se dovessimo continuare ad aprire la nostra mente a ciò che è disponibile, non su base giornaliera, ma sicuramente su base semestrale, per trarne il massimo vantaggio man mano che le cose evolvono".

 

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