Ferrari, rivedremo il vero Hamilton con le vetture 2026? Lewis racconta il bello della SF-26

Bene l'affidabilità ma cos'altro lasciano i chilometri con la nuova macchina? Un comportamento diverso, più godibile e un team con la mentalità vincente
Ferrari, rivedremo il vero Hamilton con le vetture 2026? Lewis racconta il bello della SF-26
© Ferrari

Pubblicato il 2 febbraio 2026, 09:39 (Aggiornato il 2 febbraio 2026, 09:00)

C’è una grande speranza che accompagna il 2026 che sarà, il campionato al via da Melbourne il prossimo marzo: che siano monoposto con le quali Lewis Hamilton potrà tornare a esprimersi al massimo. Al di là della precarissima competitività dei progetti avuti a disposizione tra il 2022 e il 2025, il ciclo tecnico che ci lasciamo alle spalle non ha visto Lewis tra gli interpreti migliori.

I “primi” chilometri percorsi con la Ferrari SF-26 nei tre giorni di test a Barcellona hanno dato modo di scoprire dal vivo, dopo il lavoro condotto al simulatore, come reagiscono le monoposto della nuova fase tecnica, che torna ad assetti meno estremi nella loro rigidità necessaria e a sviluppare il tema delle regolazioni ad alto rake: con il retrotreno “alto”, un assetto picchiato sull’anteriore per sviluppare maggior carico dall’espansione dei flussi d’aria che corrono sotto la vettura.

 

 

Una macchina viva e godibile

“Quanto alla comprensione della macchina e del bilanciamento, abbiamo molto meno carico aerodinamico degli anni scorsi, è una generazione di macchine un po’ più divertenti da guidare”, ha raccontato Hamilton dopo i test, raccontando com’è diversa la SF-26 dalla SF-25. “È sovrasterzante, scivola, si muove ma è un po’ più semplice da riprendere. Direi senza dubbio che è una macchina più godibile, però resta ancora del lavoro da fare per migliorare, come fanno tutti”.

A Barcellona è stata verificata l’affidabilità e la Ferrari è emersa al vertice, tra i migliori insieme a Mercedes. Tutto il resto andrà ancora verificato e approfondito, non era il lavoro in programma per i primi giorni di azione in pista. Sugli assetti, la messa a punto, la sperimentazione intorno al bilanciamento, sarà in Bahrain che capiremo un po’ di più su dove si posizionano i team.

La mentalità trovata in Ferrari e cosa resta da fare

C’è la fiducia di un inizio col piede giusto, nelle parole di Hamilton. Non solo e non tanto nella base tecnica disponibile ma anche (e soprattutto) nell’approccio e nel lavoro svolto con il team: “Abbiamo svolto degli ottimi debrief, tutti sono sul pezzo e sento che c’è davvero più che mai una mentalità vincente, in ogni singola persona in squadra ed è positivo. Sono tutti entusiasti.

Non ci facciamo illusioni, sappiamo di avere del lavoro da fare, Mercedes ha completato ottimi run, poi Red Bull e Haas hanno svolto ottimi test. Non sappiamo realmente dove siamo, però è stata una solida prima settimana dalla quale possiamo partire per costruire il resto. Potrebbero essere necessari dei grandi balzi in avanti e li dovremo fare. Lo sviluppo sarà cruciale, dovremo assicurarci di non lasciare nulla di intentato, di essere davvero chiari e sintetici nelle comunicazioni e nelle decisioni che prendiamo. Dovremo essere tutti al nostro massimo e sto vedendo che tutti sono arrivati quest’anno con una nuova energia: è fantastico“.

 

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