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Leclerc: Ferrari come da programma, resta un interrogativo enorme

Pubblicato il 30 gennaio 2026, 13:01
Osservando la Aston Martin AMR26 e volendo fare paragoni forzati con la Ferrari SF-26, sicuramente la prima valutazione che emergerebbe è il diverso approccio verso il primo test, con la Rossa apparentemente più “convenzionale” nelle forme. Vale ricordare come la 5 giorni spagnola che si conclude oggi fosse mirata, per la Ferrari soprattutto, a un lavoro di raccolta dati e con una monoposto che sarà molto diversa rispetto all’evoluzione che troveremo in Australia e, probabilmente, anche nell’ultimo test in Bahrain.
Leclerc in azione stamani ha portato, con gomme medie, la SF-26 a girare sull’1’16”9, l’unico a scendere sotto l’1’17” oltre ai piloti Mercedes. Non conta nulla il crono, è un appunto della mattinata conclusa alle 13:00, prima di lasciare il volante a Hamilton.
Una Formula 1 da scoprire
Charles ha completato giovedì 78 tornate al pomeriggio: “Per me era la prima giornata al volante sull’asciutto, c’erano molte cose da scoprire e cose nuove da imparare, diverse da quando sono arrivato in Formula 1. La prendo come una sfida, che mi piace e dà un’opportunità per pensare fuori dagli schemi. È stata una giornata interessante, senza problemi e con tanti giri completati”. Affidabilità promossa, quella della SF-26 e il giudizio sull’attuale condizione della Rossa è migliore rispetto a un anno fa, come segnalato da Hamilton.
“Senza dubbio mi sento più a mio agio con il passare dei giri, resta pur sempre una Formula 1, non è che siamo completamente spaesati quando saliamo in macchina. Però, con questi nuovi sistemi, con il 50% della potenza elettrica, è chiaro che rendono la gestione molto più sfidante. La curva di apprendimento è ripida ma interessante”, ha continuato Leclerc nel raccontare quanto diversa sia la SF-26.
Tante verifiche e prove ancora da fare
L’unico dato utile registrabile da questi test è la costanza nel mettere insieme giri, stint lunghi senza particolari problemi tecnici. Il resto è un lavoro più che mai in corso, che guarda adesso alla sessione dell’11-13 febbraio in Bahrain, dove il gran caldo potrebbe presentare sfide nuove, assenti in Spagna.
“Quanto a cose da fare e che dovevamo provare sì, siamo dove vorremmo essere; quanto alle prestazioni, non ho idea dove ci troviamo. È un enorme punto interrogativo e non c’è niente che mi dica siamo più o meno qui. Lo vedremo a poco a poco, con il passare dei test e in condizioni diverse. Però, se guardiamo ai test nell’elenco di cose da verificare, procediamo secondo il programma.
Ci sono ancora tantissime cose che vogliamo provare, cose dell’assetto da fare diversamente, approcci sui sistemi diversi, moltissime cose da fare e provare. Siamo in corsa per verificarle tutte, è positivo e mi auguro continui così”.
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