Temi caldi
Aston Martin AMR26, l'estremo secondo Newey

Pubblicato il 30 gennaio 2026, 09:32
La prima Aston Martin progettata da Adrian Newey è tra noi. Cinque giri percorsi, tra le 17:00 e le 18:00, conclusi con la monoposto ferma in pista, hanno segnato l’esordio della AMR26, guidata da Stroll, giovedì 29 gennaio.
Era la monoposto più attesa tra tutte, l’osservata speciale per carpire le intuizioni e le scelte concettuali definite da Newey tra il marzo dello scorso anno e gli ultimi giorni prima di iniziare i test.
Musetto e sospensione anteriore
Estrema? Sì. Diversa da molte altre monoposto? Sì, a cominciare da un muso che si presenta più voluminoso in punta rispetto alle scelte, ad esempio, di Ferrari e Mercedes e con l’ala anteriore ancorata sul secondo profilo. La sospensione anteriore vede i punti di attacco dei triangoli il più in alto possibile e la geometria del triangolo superiore sviluppa ulterioremente la rotazione del braccio posteriore rispetto a quello anteriore. Dall’anti-dive McLaren estremo del 2025 a un’interpretazione ancora più spinta, che porta il braccetto quasi al limite inferiore del cockpit.
Pance alte e ingombro nullo in sezione
Le pance riprendono una conformazione delle aperture già vista su Red Bull nel 2023 ma è soprattutto l’ingombro minimo dei volumi nella zona bassa a colpire. Al di là di uno scavo accentuato, nella vista in sezione frontale si apprezza quanto sia minima l’area occupata sul fondo. Un vantaggio per l’efficienza aerodinamica, la guida dei flussi verso il diffusore e l’interrogativo sull'adeguatezza del raffreddamento della power unit.

Definirle “pance a ingombro zero” richiama in casa Honda i fantasmi delle scelte volute da McLaren nel 2015 e che non agevolarono il compito del motorista allora. Di fatto, gli ingombri sono assolutamente al limite.
L'airscope una seconda pelle
Un aspetto, quello legato alle esigenze di raffreddamento della power unit, da leggere congiuntamente ai volumi della carrozzeria intorno all’airscope. Dietro alla presa dinamica le forme sono a dir poco attillate nel procedere verso lo scarico. Ampio, invece, lo sfogo di estrazione d’aria dalle masse radianti presente dietro l’Halo. Intorno a quest’ultimo si concentra una coppia di deviatori di flusso verticali, mentre ai lati dell’airscope tornano le “corna” a guidare l’aria verso l’ala posteriore. Di quest’ultima, nella primissima specifica portata in pista a Barcellona, colpisce quanto sia scarica.
Sospensione posteriore alta

Al retrotreno, tuttavia, è un altro l’elemento centrale: la disposizione dei bracci della sospensione posteriore, con l’installazione - anche qui un concetto che ritorna, già interpretato in Red Bull da Newey - della leva posteriore del triangolo superiore all’altezza dello scarico, sul supporto dell’ala posteriore.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
