Test F1 Barcellona 2026, alla scoperta delle power unit e i numeri del 2014

L'attività collettiva in pista apre un nuovo ciclo tecnico, un cambiamento radicale sui motori come, recentemente, avvenuto nel 2014. I numeri registrati allora
Test F1 Barcellona 2026, alla scoperta delle power unit e i numeri del 2014
© Ferrari

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 26 gennaio 2026, 11:43

Da Jerez a Barcellona, 12 anni dopo, dove alle ore 9:00 è iniziata una nuova era della Formula 1. Pista aperta per la prima delle cinque giornate di test concesse dal regolamento, con le squadre che potranno girare, ciascuna, in tre giornate. Ne deriva un programma di lavoro e di presenze in pista che sarà molto differenziato.

È ancora la Spagna a concedere i primi chilometri per inaugurare il ciclo tecnico sulle power unit, stavolta una rivoluzione sulla rivoluzione che avvenne nel 2014. Allora, a Jerez scesero in pista per la prima volta i motori V6 turbo ibridi, erano le giornate tra il 28 e il 31 gennaio, e l’obiettivo, del tutto uguale, era rivolto alla verifica dell’affidabilità. Al Montmelò si apre la fase dei motori alimentati a e-fuel e, soprattutto, con una potenza massima del sistema prodotta per circa la metà dal singolo motore elettrico MGU-K: 476 cavalli erogabili, a supporto del termico, dai 50 km/h in su.

 

Più giorni di test con le PU turbo ibride

Tornando indietro a Jerez, la curiosità è nel ricordare come andarono quei test, quanti giri e chilometri vennero percorsi prima dei successivi due turni, ciascuno da 4 giornate, che vennero svolti in Bahrain. Nel 2014 le squadre ebbero a disposizione 12 giornate utili di prove in pista. Oggi, se ne contano complessivamente 9: 3 a Barcellona, 6 in due sessioni in Bahrain (11-13 febbraio e 18-20 febbraio).

Nella prima giornata a Jerez, nel 2014, scesero in pista 8 macchine di 11 e completarono 93 giri complessivi. Al quarto giorno, arrivarono a percorrere 688 tornate. In totale, i 22 piloti in azione con le nuove F1 turbo ibride percorsero nei quattro giorni 1470 giri e 6.509 km.

Mercedes e Ferrari le più attive

Il programma di lavoro di quel test vide il maggior numero di giri al primo giorno completato da una Ferrari con 31 passaggi, al secondo giorno Mercedes inanellò 97 giri, al terzo ancora una Mercedes con 62 giri all’attivo e, al quarto giorno, la Ferrari chiuse con 115 tornate complessive.

È una sorta di asticella con la quale provare a misurare lo “stato di salute” iniziale dei progetti 2026, la capacità di sommare chilometri sin da subito. Allargando l’analisi all’intera pre-season (detta meglio: l’intera fase di test precampionato) di quel 2014, in 12 giornate di test, i motorizzati Mercedes, 4 team, completarono 17.995 chilometri; le tre squadre con power unit Ferrari percorsero 10.214 chilometri; i tre team con la power unit Renault sommarono complessivamente 8.744 chilometri.

I chilometri percorsi dai singoli team nel 2014

Quanto alle singole squadre, Mercedes completò 4.972 chilometri in quel precampionato, Williams 4.893 km, Ferrari 4.488 km e McLaren (nell’ultimo anno con la power unit Mercedes, prima del passaggio a Honda nel 2015) 4.153 chilometri.

E quelli nel 2025

Avvicinando il metro di confronto, guardando ai chilometri completati nel test del 2025, con progetti al punto massimo della loro evoluzione e affidabilità sul fronte delle power unit, emergono altri dati, utili per contestualizzare il lavoro che da oggi fino al 20 febbraio dell’ultima giornata di test in Bahrain, verrà svolto dalle squadre.

In tre giornate, a Sakhir, lo scorso anno, videro Mercedes completare 458 giri e 2.478 km, seguita da: Haas (457), Racing Bulls (454), Alpine (405, 2.191 km), Williams (395), Ferrari (382; 2.067 km), McLaren (381), Sauber (354), Aston Martin (306; 1,656 km), Red Bull (304).

 

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