Motore Mercedes 2026, la Fia troverà una soluzione prima di Melbourne

La vicenda del rapporto di compressione superiore al limite è spinosa e manca il tempo per intervenire materialmente sulle power unit. La Fia promette una soluzione
Motore Mercedes 2026, la Fia troverà una soluzione prima di Melbourne

F.P.F.P.

Pubblicato il 22 gennaio 2026, 15:15

Forse ha ragione Ross Brawn, dall’alto della sua esperienza. La Formula 1 moderna ha nella ricerca ingegneristica continua un tratto irrinunciabile, che passa (anche) dall’interpretazione estrema delle norme. Nelle “zone grigie” del regolamento ti muovi ad alto rischio, da un lato che venga sancita l’illegalità di determinate interpretazioni, dall’altro, la possibilità che la chiave di lettura della norma ti consegni un vantaggio, piccolo o grande che sia.

“Penso che sia la norma per la Formula 1, c’è sempre qualcosa su cui discutere, sulle idee o innovazioni di qualcun altro, che portano frustrazione in altri”, ha commentato Brawn, intervenendo all’Autosport Business Exchange, riferendosi alle voci intorno alla power unit Mercedes.

 

 

Come agirà la Federazione?

Nella giornata odierna è prevista un’altra riunione tra Fia e motoristi sull'intuizione della casa tedesca, che avrebbe trovato il modo di ottenere un rapporto di compressione del motore termico V6 superiore, in condizioni operative, al limite previsto dal regolamento (16:1) nelle misurazioni statiche. Un’abile soluzione ingegneristica, che i rivali sospettano possa consegnare alla power unit Mercedes un vantaggio non di poco conto, stimato in 2-3 decimi al giro.

 

 

I motoristi che si sono pronunciati pubblicamente, fino a questo momento, ovvero, Audi e Red Bull Ford (indiziata al pari di Mercedes di aver trovato una soluzione tecnica per incrementare il rapporto di compressione in condizioni operative, con i relativi vantaggi in materia di efficienza della combustione, maggiore potenza e consumi inferiori), hanno rimesso la soluzione della vicenda alle decisioni della Fia. Se Red Bull Ford ha provato a ridimensionare la questione, commentando come tutti i motoristi si spingono al limite dei regolamenti, Audi è stata più chiara e netta: il rischio è di un campionato che risulti condizionato dall’intuizione Mercedes.

Una Federazione diversa: stop a interpretazioni furbe

Sulla materia, Nicholas Tombazis, responsabile Fia per le questioni legate alla F1, ha indicato l’intenzione della Federazione a risolvere la questione. "Penso sia ovvio che dobbiamo stare attenti a queste cose”, le parole di Tombazis ad Autosport. Rispetto al passato, c’è maggiore consapevolezza sul desiderio che le squadre abbiano la stessa interpretazione dei regolamenti.

Non vogliamo che vinca qualcuno che ha avuto, se posso dire, un'interpretazione furba - non direi necessariamente intelligente -, ma che ha semplicemente ignorato certe cose o ne ha sfruttato altre. Quindi, desideriamo davvero evitare tali controversie e assicurarci che quando le persone partecipano alle gare, comprendano le regole esattamente allo stesso modo”.

Una visione della quale si fatica a trovare un segno nella Formula 1 moderna, passata da fisiologiche intuizioni e interpretazioni, quando non forzature regolamentari, continue: dalle ali flessibili al mini-DRS, dal caso di scuola del doppio diffusore agli scarichi soffiati, passando per l’uso “creativo” del flussometro, il sistema DAS.

"Inevitabilmente, quando viene introdotta una nuova serie di regolamenti, sorgono alcune questioni e riteniamo che sia nostra responsabilità risolverle prima della prima gara”, ha sottolineato Tombazis. 

Si attende il come verrà risolta, utilmente, la vicenda del rapporto di compressione prima di Melbourne.

 

 

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