F1 2025: le 10 personalità dell’anno

Non occorre necessariamente vincere, basta "distinguersi": ecco le personalità dell'anno in Formula 1
F1 2025: le 10 personalità dell’anno
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 13 gennaio 2026, 14:29

Andrea Kimi Antonelli

A 19 anni, Alessandro Magno era pronto a diventare re ed aveva già chiari i piani per l’invasione dell’Impero Persiano. Secoli dopo, appena poco più grande, Enzo Ferrari si ritrovò a piangere al Parco del Valentino di Torino, di notte, perché non sapeva che fare della propria vita. Insomma, è un’età in cui c’è ancora tutto da scrivere. Andrea Kimi Antonelli a 19 anni ha preso la maturità, ha debuttato nei GP ed era già salito sul podio prima del giorno della 19° candelina. Anno di alti e bassi, bene in avvio e nel finale, meno nella parte centrale: ma è stato un anno formativo, nel quale ha dimostrato la classe che tanti li hanno sempre riconosciuto. La “pole sprint” di Miami, il podio di Montréal, il weekend in Brasile e la rimonta di Las Vegas: gli errori ci sono stati, ma alcune volte sembrava già un veterano. 

 

 

Isack Hadjar

Era partito a fari spenti, meno chiacchierato di tanti altri “deb”. Anzi, non era partito proprio: perché a Melbourne, il sogno che stava per realizzare era improvvisamente diventato un incubo. Piangeva sotto il casco Isack, con Anthony Hamilton che lo abbracciava mentre Helmut Marko lo criticava. Poi la reazione: i primi punti, i primi sorrisi. E l’idea che potesse essere lui, davvero, il nuovo gregario di Verstappen: con il podio di Zandvoort il sospetto è diventato certezza. Sul casco riporta le formule della fisica, un omaggio a papà: l’anno prossimo forse servirà rigore scientifico per non restare schiacciato da Max. Ma intanto, si è fatto conoscere: nel giro di un anno a Milton Keynes, qualcosa non da tutti.

 

 

Nico Hulkenberg

La sua carriera in F1 sembrava finita già un paio di volte, ma rispetto a tanti altri che si sono fermati, per volontà o meno, non ha mai perso il libretto delle istruzioni: e ora, a 38 anni, ha ben poco da dimostrare e tutto da godersi. Si è tolto addirittura la soddisfazione di salire finalmente sul podio, in una Silverstone uggiosa e nella quale, in avvio, ha avuto il merito di fare di testa sua, non ascoltando il box. Bortoleto alla lunga lo ha fatto faticare, e l’anno prossimo con un anno di esperienza in più batterlo sarà ancora più dura: ma dato che sono su due lunghezze d’onda differenti, l’amicizia tra loro è solida ed è difficile pensare che si faranno la guerra. Anche perché avranno ben altro a cui pensare: sperano nella nuova Audi, ma soprattutto nel nuovo motore.

 

 

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