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Ferrari: in Messico fatto il massimo, anche se Hamilton...

Pubblicato il 28 ottobre 2025, 09:46
Serviva un miracolo, per evitare un anno solare senza vittorie, ma per i miracoli questa Ferrari SF-25 non sembra attrezzata. C'era una piccola, piccolissima speranza alla partenza, ammesso e non concesso che Lando Norris avrebbe avuto difficoltà a riprendersi la posizione: ma è stato proprio l'inglese a togliere ogni dubbio con una delle migliori partenze della sua stagione. Dopo un giro, la Ferrari aveva già capito che il successo di Città del Messico 2024 sarebbe rimasto, almeno per altre due settimane, l'ultimo finora conquistato.
Hamilton arrabbiato: ma non ha tutte le ragioni
Amarezza per una vittoria che continua a sfuggire (24 GP di digiuno in totale) a parte, non si può certo dire che sia andata male. Con Leclerc, soprattutto: 2° nonché primo degli umani, dietro ad un Lando Norris oggettivamente imprendibile. Poteva finire peggio, certamente: senza la virtual safety car finale, Max Verstappen sarebbe stato un cliente scomodo da tenere dietro. Ma un 2° posto invece di un 3° dà ancora più valore al fine settimana di Leclerc, veloce in qualifica, duro al via e bravissimo soprattutto nel secondo stint, quando il muretto gli ha dato un tempo di riferimento da mantenere e lui lo ha rispettato il più possibile. Non c'è la stessa soddisfazione sul lato box di Hamilton, con Lewis ancora convinto di due cose: che al via avrebbe dovuto ricevere la posizione da Leclerc e che non avrebbe meritato la penalità per il taglio in curva 4, quello con cui si era rimesso davanti a Verstappen al giro 6.
Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci: la penalità è stata giusta. Max era davanti all'apice, Lewis taglia e non restituisce la posizione: inevitabile rimediare una sanzione. La squadra avrebbe potuto suggerire all'inglese di restituire la posizione, ma c'era un problema: nella bagarre si era infilato Bearman, il quale si era inserito al 4° posto tra Hamilton (terzo in quel momento) e Verstappen. Restituire la posizione a Max, significava perderne due, di posizioni: col senno di poi, forse, il danno sarebbe stato minore. Cercando di interpretare, le ipotesi sono due: o Ferrari ha ritenuto Lewis nel giusto, oppure ha pensato che provare a “scappare” sfruttando il “tappo” di Bearman su Max avrebbe comportato benefici maggiori, anche a costo di ricevere 5” di penalità (che poi, però, sono stati 10). Poco da dire anche sull’episodio di curva 1 e 2: Max era davanti in entrambi gli apici, per questo non è stato investigato nel taglio di chicane tra curva 2 e 3.
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