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“Rubare la storia”: dal Louvre al casco dell’incidente di Niki Lauda
La storia trafugata e ritrovata: il colpo al Louvre e il ritorno del casco di Lauda, due volti della memoria

Pubblicato il 23 ottobre 2025, 15:07
“Rubare la storia” non è solo un’espressione ad effetto. È quello che accade quando scompare qualcosa che custodisce una parte della nostra identità collettiva. È successo di nuovo, al Louvre, dove ignoti hanno trafugato alcuni gioielli appartenuti alla corte napoleonica. Nella Galerie d’Apollon, simbolo dell’arte e del potere francese, un colpo rapido e preciso ha sottratto spille, diademi e pietre preziose di valore inestimabile. Non hanno portato via solo oro, ma la memoria dell’umanità. È la storia di un Paese che vede un pezzo della propria storia portata via dietro un vetro infranto.
Ma se a Parigi la cronaca parla di una perdita, mesi prima, a novembre dello scorso anno, Miami era stata teatro di un ritrovamento: quello del casco di Niki Lauda, scomparso nel 1988 e tornato alla luce dopo trentasette anni. L’oggetto, un AGV X1 “Air System”, era stato rubato durante il Salone dell’Automobile e sembrava destinato a perdersi per sempre, finché non è riapparso negli USA, tra gli oggetti di un’asta di beneficenza organizzata in occasione del Gran Premio di Formula 1.
Il casco, quello che Lauda indossava il 1° agosto 1976, giorno del terribile incidente al Nürburgring, era diventato un pezzo di storia del motorsport. Bruciato, ammaccato, testimone di un eroe sopravvissuti al fuoco, è stato riconosciuto e recuperato da Dainese dopo una lunga battaglia legale, per poi essere riportato a casa e mostrato all’EICMA 2024. In quell’esposizione, il casco non brillava come un gioiello, ma valeva forse di più: rappresentava il coraggio umano contro la distruzione.
Due storie opposte, una sottrazione e una restituzione, che condividono lo stesso tema: il furto della memoria. Al Louvre, un furto cancella un pezzo di storia; a Miami, la fortuna e la tenacia lo riportano alla luce. I gioielli di Napoleone incarnano il potere e la vanità del passato; il casco di Lauda, invece, la vulnerabilità e la forza che fanno di un individuo un simbolo.
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