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22 ago 2025 (Aggiornato il 26 ago 2025 alle 09:50)
GP del Bahrain, Sakhir allora fu la prima pista “da motore” della stagione 2014 e in qualifica arrivò la mazzata del secondo di distacco rifilato da Rosberg su Mercedes, in pole, a Ricciardo, terzo in qualifica su Red Bull Renault. Fu la misura di un vantaggio Mercedes nell’era turbo ibrida delle power unit protrattosi per anni. Beneficiari vari anche Williams e Force India, quando i cavalli contavano sopra ogni altra cosa.
Le cose andranno diversamente, le differenze saranno inferiori - perlomeno lato power unit -, con il ciclo regolamentare in arrivo nel 2026. Ne è convinto James Vowles, allora nella squadra che diede forma ai trionfi Mercedes e oggi a dirigere la Williams.
Le condizioni alla base del ciclo delle power unit iniziato nel 2014 furono uniche - come il vantaggio competitivo che seppero costruire a Brixworth, tecnico e politico nella definizione di quel ciclo regolamentare -. La complessità e novità delle componenti delle power unit presero in contropiede Ferrari e Renault.
Il cambiamento tecnico al quale si appresta la Formula 1 è totale: coinvolge il motore, l’aerodinamica e il telaio. Sulla preponderanza della power unit nel vantaggio prestazionale, Vowles spiega: “Per essere chiaro, non penso che avremo i distacchi visti nel 2014 sulle power unit. Non saremo minimamente vicini a quei valori”.
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La semplificazione dovuta all’eliminazione del recupero energetico sul turbocompressore sarà bilanciata da una sfida estrema sulla batteria, sul piano del recupero energetico mediante MGU-K e sull’erogazione della potenza elettrica al 50% di quella complessiva del sistema e fino a 350 kW (476 cavalli). A “tranquillizzare” gli appassionati su una Formula 1 falsata da strategie estreme di recupero energetico, il responsabile del settore monoposto della FIA, Tombazis, ha escluso la necessità per i motoristi di chiedere ai piloti il lift and cost in rettilineo, su alcune piste particolarmente esigenti sulla potenza erogata. Sarà solo dai primissimi test a fine gennaio con le nuove monoposto 2026 che avremo un quadro iniziale su cosa attenderci dal ciclo regolamentare più contestato degli ultimi anni e prima ancora dell’entrata in vigore.
“Le power unit hanno dominato, probabilmente, gran parte dei campionati corsi prima delle ultime tre stagioni”, ha riconosciuto Vowles, spostando su altre aree, power unit a parte, le opportunità di trovare prestazione. Come ogni altro ciclo regolamentare.
“Se il telaio potrà fare una differenza di mezzo secondo? Assolutamente sì. È quello che stiamo vedendo in questo momento. Ci sono ancora tantissimi buoni particolari che si possono sfruttare in quest’area. Come andrà a finire non lo so ancora, stiamo solo cercando di fare del nostro meglio per arrivare lassù“.
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