Ferrari ed il venerdì "a metà": lavoro da fare per sfruttare la C6 e minimizzare il graining

Il programma del venerdì lo ha portato avanti il solo Hamilton dopo il ko di Leclerc: SF-25 ancora non al top, set-up da ottimizzare per sfruttare la C6 e sfidare il fenomeno del graining
Ferrari ed il venerdì "a metà": lavoro da fare per sfruttare la C6 e minimizzare il graining
© Scuderia Ferrari

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 14 giugno 2025, 11:59

Forse pochi altri venerdì sono stati così intensi per la Ferrari. Perché non c'erano solo i fatti della pista, a tenere banco: c'era la grana Leclerc, costretto a saltare sostanzialmente tutta la prima giornata in pista del weekend del GP Canada, e c'erano dei rumors a cui il team principal Frédéric Vasseur ha voluto rispondere a tono.

Ferrari, c'è del lavoro da fare

In tutto ciò, il fine settimana di Montréal è andato avanti in parallelo, un po' nella ridda di voci ed un po' con gli eventi della pista. Pista in cui, abbiamo già detto, tutto il programma del venerdì se l'è sobbarcato Lewis Hamilton: Leclerc è andato a muro dopo 15' nelle FP1, ha rimediato i danni al telaio e, per regolamento, non è più potuto scendere in pista in tutta la giornata. Così è stato dal lato box dell'inglese che sono arrivati i dati con cui il Cavallino Rampante affronterà il resto del weekend. La certezza è che c'è del lavoro da fare. Rispetto alla prima sessione, la macchina di Hamilton è parsa un po' più nervosa, con qualche squilibrio di troppo, mentre nelle FP1 (con pista piuttosto sporca), l'inglese tutto sommato era stato abbastanza pulito alla guida, con buoni riferimenti anche nelle fasi di trazione. Inoltre, sono stati i tempi delle FP2, ben più indicativi rispetto alla prima sessione, a far capire che il quadro non è idilliaco per la Rossa: sul giro secco Lewis ha pagato 53 centesimi dal vertice (e Russell aveva gomma media), mentre nella simulazione di passo gara è andato incontro ad un forte graining sull'anteriore sinistra e la parte finale del suo stint è stata molto difficile.

Qualifica: imperativo sfruttare la C6

Come aveva già fatto vedere in particolare ad Imola, la C6 si è dimostrata una gomma affatto facile da sfruttare, tant'è che alcuni, come Russell o Verstappen, il loro tentativo lo hanno fatto con la C5. Il picco di grip della mescola più morbida è difficile da estrarre, è difficile mantenere bilanciate le temperature tra avantreno e retrotreno e poi la C6 si "muove" troppo, con tanti piloti che così trovano più confidenza con la C5. Su questo i team lavoreranno, Ferrari compresa: la griglia appare compatta e la qualifica conviene non sbagliarla, proprio perché basterà poco per perdere tante posizioni, a maggior ragione con una Williams che sembra molto in forma a Montréal.

Passo gara: il graining può scomparire, ma...

Nel long run effettuato con la C5 (la media in Canada), Hamilton come detto è andato incontro a tanto graining sull'anteriore sinistra nel finale di stint. Il graining si può evitare, in vari modi: lavorando sul set-up, con adattamenti alla guida e, non ultimo, scommettendo sulla gommatura della pista: a mano a mano che si gira, la pista aumenta il livello di aderenza e questo andrà a limitare lo scivolamento, diminuendo così la formazione del graining. Tuttavia, Ferrari ha indubbiamente qualcosa da fare sul passo gara, buono fino a quando non è comparso il graining, spauracchio da evitare.

Tanta concorrenza: Ferrari non può sbagliare

Niente può essere lasciato al caso, perché su una pista corta (ed una gara che sembra andare, grazie anche ad una perdita di tempo per le soste tra le più basse dell'anno, attorno ai 18", sulle due soste con preponderanza per le mescole medie e dure) ci si attendono distacchi compatti. McLaren, seppur più "umana", è lì: nonostante un po' di difficoltà da parte dei piloti nel portare al limite la MCL39, sia Norris che Piastri sono stati velocissimi nei long run, pur avendo montato l'ala anteriore vecchia (e, dunque, avendo, almeno al momento, scartato quella nuova introdotta proprio in Canada); la Mercedes è parsa forte, in ripresa anche grazie agli aggiornamenti al fondo e ad una sospensione posteriore che, dopo essere stata accantonata in seguito ai riscontri di Imola, è rientrata a Montréal dove sembra finalmente funzionare; in tutto ciò non manca la Red Bull, con Verstappen meno contento delle sensazioni alla guida rispetto alle FP1, lontano nella lista dei tempi ma molto competitivo nelle simulazioni di passo gara, dove non ha accusato graining. Se si aggiunge una Williams da non sottovalutare, ecco che la concorrenza non mancherà ad una Ferrari che da Montréal vorrebbe tornare senza strascichi e delusioni alle spalle.

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