Addio a Pietro Corradini

Se ne va un meccanico mitico di una Ferrari da favola

Addio a Pietro Corradini

Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 22 febbraio 2024, 16:40

Pietro Corradini se n’è andato a 76 anni, malato da tempo. Era uno dei meccanici più conosciuti e apprezzati all’interno della Ferrari del Drake, di Forghieri, di Regazzoni, Lauda e Gilles, su su fino ad Alboreto e Berger. Aveva iniziato negli Anni’60 alla corte di Giotto Bizzarrini e alla Ferrari era entrato nel 1970, divenendo subito titolare della squadra endurance con numerose incursioni in F.1. Era nella crew della Ferrari 312 PB iridata nel 1972 nel mondiale Marche e quindi aveva vissuto tutta l’epoca del motore Boxer, dell’effetto suolo e del turbo. Il suo pilota preferito era Gilles Villeneuve, anche se al tempo della rottura con Pironi Pietro era al servizio del francese.

Alla scuderia Belle Epoque, alla corte della grande Monica Zanetti, Pietro - in Ferrari sino ai primi Anni ’90, dove era aveva lavorato alla F40 stradale -, ha vissuto la sua seconda giovinezza, ormai da vero guru delle Ferrari F.1. Cinque anni fa aveva goduto nel ritrovare Scheckter e Forghieri insieme al box di Monza, per i 40 anni dell’iride T4. Infine, come ultima gioia, il regista Michael Mann lo ingaggia come comparsa ai box Ferrari per la Mille Miglia 1957 nel suo iconico film e così Pietro vive in differita la sola epoca che gli mancava, in Ferrari: "Il regista è un grande. In una scena dovevo mangirrmi una banana e l’ha rifatta sette volte. Ho fatto indigestione di potassio, ma è un gran bel film. Sono contento".

Ciao, caro Pietro Corradini. Eroe in tuta blu di una Ferrari amatissima, dolce e vincente. E persona stupenda, sincera, intelligente e immensamente divertente. Ogni volta che volevamo un aneddoto tosto, chiamavamo te. Istrionico, diretto, preciso, onesto. Mai steso verso nessuno e mai cattivo. Immenso uomo di corse e, soprattutto, uomo vero.

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