GP Emilia Romagna, Mercedes regina: Wolff omaggia Aldo Costa

Il team principal della casa della Stella ha voluto ricordare un aneddoto che risale al 2014, quando Costa disse che l'obbiettivo non era vincere un titolo, ma tanti titoli

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 1 novembre 2020, 18:08

Lui è uno degli artefici di questo incredibile successo, il capo di un reparto corse che ha raggiunto vette mai esplorate da nessun altro. Lui è Toto Wolff, il team principal della Mercedes pigliatutto dell'era turboibrida, che oggi si ritrova a festeggiare il settimo titolo Costruttori di fila.

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Un gruppo fantastico

A fine gara, Wolff ha detto: "A me non piace parlare di numeri, ma questo risultato è davvero qualcosa di cui andare fieri. Abbiamo un gruppo che lavora insieme in modo fantastico, siamo molto uniti e cerchiamo di posizionare l'asticella sempre più in alto, ottenendo risultati sempre migliori. Questo è qualcosa di cui dobbiamo andare veramente molto fieri. Dobbiamo mantenere la motivazione e l'energia che abbiamo nel nostro gruppo e pensiamo quindi di poterci spingere ancora più in là. Avremo sicuramente avversari forti con Max e la Honda che proverà a chiudere al meglio, ci aspettiamo una grande sfida. Oggi? Valtteri ha colpito un pezzo di Ferrari o Racing Point molto grosso che è rimasto bloccato sotto la sua vettura al 2° giro".

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Quel ricordo del 2014

Successivamente, ai microfoni di Sky Wolff ha voluto rendere omaggio ad una persona importantissima in questo percorso della Mercedes, ovvero Aldo Costa: "Parlo in inglese, perché quello che sto per dire è molto importante. Negli ultimi anni ci sono stati tanti sacrifici, tanto sudore e tante lacrime che abbiamo dovuto versare, e tante decisioni difficili da prendere. Questo pomeriggio stiamo mettendo insieme un sogno, ricordo che nel 2014 avevamo fissato come obbiettivo quello di vincere un campionato del mondo, ed allora Aldo Costa disse 'Non penso che sia abbastanza ambizioso, dobbiamo vincere tanti titoli', appendendo la scritta sul muro. Sembrava folle, ed invece oggi siamo qui con sette titoli grazie ad Aldo che ha fissato questo traguardo sul muro. Non riesco a credere dove siamo arrivati".

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