F1, Alonso: “Sono un ragazzo fortunato”

Il due volte campione del mondo guarda con soddisfazione e "filosofia" alla sua lunga carriera: "La vita ti cambia, la storia di Peter Pan è solo una favola"

Francesco CollaFrancesco Colla

Pubblicato il 9 agosto 2016, 12:55 (Aggiornato il 9 agosto 2016, 11:06)

Si perdonerà l’incipit che omaggia un vecchio successo di Jovanotti ma riassumendo le recenti dichiarazioni di Fernando Alonso, “ci può stare”. Il due volte campione del mondo, al pari dei colleghi della Formula 1, sta ricaricando le batterie in California in vista del GP di Spa del 28 agosto. A tenergli compagnia Linda Morselli, ex fidanzata di Valentino Rossi e che ora fa coppia fissa con l’asturiano. 

Trentacinque anni appena compiuti nei box di Hockenheim, quindici stagioni in F1 alle spalle, due titoli mondiali e 97 podi in palmares. Uno dei migliori piloti del nuovo millennio, anche se l’ultimo podio risale a due anni fa, al GP d’Ungheria del 27 luglio 2014 quando tagliò il traguardo al secondo posto su Ferrari. 

Ma Alonso è appagato. Ha vinto tanto e ora si gode la pura gioia di correre: “Sono stato molto fortunato durante la mia carriera ad aver la possibilità di lottare più volte per il titolo. Ci sarebbero state opportunità in più ma per un motivo o per l’altro non è andata. La mia carriera avrebbe anche potuto finire con i kart, per cui va bene così”.

Certo, bello partecipare e via dicendo, ma il sapore della vittoria non si dimentica: “Probabilmente il successo è il momento di massimo godimento, siamo qui per competere. Salire sul podio, vincere una gara o un campionato: questi sono i momenti definitivi. Ma ci sono altre belle cose che circondano la Formula 1. Ad esempio il viaggiare, che mi ha dato la possibilità di visitare paesi che mai avrei visto in un’altra vita. Sono molto felice degli “effetti collaterali” di questo sport”.

Alonso ha ancora un anno di contratto con McLaren, poi si vedrà. L’asturiano prende con filosofia lo scorrere del tempo: “Si cambia sotto tutti i punti di vista, non solo come piloti. Una persona di 19 anni è completamente diversa da una di 35, sia nel rapporto con la famiglia che con gli amici, il team, l’approccio al lavoro e i rapporti con i media. Tutto cambia, è la vita stessa che ti cambia. Non puoi sfuggire da questo, la storia di Peter Pan che non cresce mai è solo una favola”

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