F1 Spagna, Raikkonen: “Io l'assetto l'avevo cambiato...”

Kimi più veloce di Vettel in qualifica ma anche lui in crisi di aderenza. E incolpa pure il vento

 

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Alberto SabbatiniAlberto Sabbatini

Pubblicato il 14 maggio 2016, 20:56

BARCELLONA - Capita raramente che Raikkonen stia davanti a Vettel in qualifica. In Spagna è successo per tutto il sabato pomeriggio e dà la misura della crisi di Sebastian. Raikkonen per tutta la sessione è stato più veloce del compagno assillato da problemi di scivolamento della macchina. Ma anche lui si è lamentato dello scarso grip. Raikkonen, con 1'23”113, ha contenuto a poco più di un secondo il distacco dalla Mercedes di Hamilton. Ma anche lui ha preso una bastonata dalla Red Bull quasi mezzo secondo avanti. E anche Kimi si è lamentato di scarsa aderenza.

«Non è stata una giornata facile – ammette Kimi - abbiamo fatto del nostro meglio ma il risultato è stato un po' deludente. Avevamo evidentemente grosse difficoltà soprattutto nell'ultimo settore della pista (il tratto misto con curve in salita e discesa e la stretta chicane che porta al traguardo, ndr) e non sono sorpreso di aver perso tempo lì». A differenza di Vettel però, Raikkonen era intervenuto sull'assetto della sua Ferrari tra mattina e pomeriggio perché non era contento del set up delle prove libere. E questa modifica gli ha permesso di limitare i problemi. Anche se il distacco da Mercedes e Red Bull resta abissale. 

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«Prima delle qualifiche – spiega Kimi - abbiamo fatto alcune modifiche al mio assetto e la macchina andava meglio, ma non è stato facile mettere insieme dei buoni giri e guidare come avremmo voluto. Ieri la sentivo a posto, e oggi sono stato più veloce, ma il vento ha girato di continuo rendendo insidiosi alcuni punti del tracciato. Il mio ultimo tentativo è stato il migliore della giornata ma, ovviamente, il risultato non corrisponde a dove vogliamo essere. Dobbiamo continuare a lavorare per migliorare e vedere cosa possiamo fare domani in gara. Adesso speriamo almeno in una bella partenza per sfruttare il nostro passo-gara che nelle simulazioni era buono».

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