Haas, Steiner: no a pronostici

Le previsioni sulla competitività del team al debutto si sprecano ma il manager austriaco vuol essere realista
Haas, Steiner: no a pronostici

Pubblicato il 4 gennaio 2016, 13:34

Da un lato c’è il pragmatismo meranese, dall’altro le opinioni e i pronostici. Team Haas al debutto nel 2016, come andrà la campagna d’esordio in Formula 1? Gli “ottimisti” sostengono le proprie ragioni supportati da un progetto che ha pescato a piene mani – e per quanto permesso dal regolamento – in casa Ferrari; i “pessimisti” rispondono con le statistiche e le difficoltà riscontrate da tutte le new entry negli ultimi anni. SONO SOLO PAROLE - Guenther Steiner tiene il timone saldo, senza far oscillare la barca delle aspettative verso l’una o l’altra direzione e, quando gli riportano le previsioni di un Sergio Perez nel “partito” degli ottimisti, preoccupato che Haas possa diventare un rivale diretto per Force India, commenta: «E’ positivo sentire certe cose, ma sono solo parole. Dobbiamo stare attenti a non credere a quel che dice la gente. E’ sempre molto difficile lanciarsi in previsioni, perché chiunque altro può aver sviluppato le cose meglio». PIEDI PER TERRA - Scontato che la bontà di un lavoro e la competitività si misuri anche relativamente alla forza degli avversari, agevolati nel caso specifico da una stabilità regolamentare che permetterà di lavorare evolvendo basi già più o meno collaudate e prestazionali. «Non sai chi si sta muovendo e in quale direzione. Se tutti avranno fatto un lavoro eccezionale, sarà difficile posizionarci nelle posizioni basse di metà griglia. Si è parlato molto di noi, ed è una cosa piacevole, ma non mi faccio trasportare dai commenti, provo a restare realista. Non abbiamo ancora messo una ruota in pista, non mi lancio in pronostici, nel dire che batteremo la Force India: hanno chiuso al quinto posto, direi pertanto che hanno fatto un lavoro decisamente valido», spiega a Gpupdate. NON ULTIMI - Hanno preso tutto il tempo che serviva per presentarsi adeguatamente in griglia, un anno in più per strutturare il team, far le cose per bene e affrontare le sfide della Formula 1: «Ho sempre detto che arrivare in Formula 1, anche ultimi, richiede un gran lavoro, non è semplice come appare. Non mettiamo nel mirino nessuno in particolare, perché non sappiamo quanto saranno forti gli altri. Ci piacerebbe essere a metà schieramento, nelle posizioni appena più basse, non vogliamo essere gli ultimi», aggiunge Steiner. Fabiano Polimeni

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