Scarsa competitività sul bagnato e in piste tortuose e lente, frangenti nei quali il carico aerodinamico e il grip meccanico escono alla ribalta. Finora la Williams ha peccato in queste aree e il banco di prova dell’Hungaroring dovrà dirci se, dopo l’introduzione degli aggiornamenti alla monoposto in Austria, la situazione è effettivamente migliorata, o meno. Guardando almeno al comportamento sul bagnato a Silverstone non sembrerebbe, adesso si misureranno i riscontri nel Gran Premio d’Ungheria, confrontandoli con la peggior gara dell’anno per il team inglese: Montecarlo.
«E’ uno di quei circuiti che, normalmente, non si dovrebbero sposare bene con la nostra macchina, a causa delle curve lente, ma abbiamo migliorato la macchina a tal punto nelle ultime gare che dovremmo poter fare un altro week end competitivo», spiega Felipe Massa.
Valtteri Bottas commenta nella stessa direzione, aggiungendo come «lo sviluppo si sia concentrato su piste come questa e sulla creazione di maggior carico aerodinamico». Sarà anche una sorta di “gara di casa” per i piloti finlandesi, vista la vicinanza tra i due paesi: «è quasi un Gran Premio di Finlandia, ci sono tanti tifosi finlandesi che vivono in Ungheria e molti altri che si spostano per il week end di gara: avrò un gran sostegno».
Clima del tifo a parte, ci saranno le proverbiali condizioni meteo al limite alle quali Budapest ci ha abituato negli anni: «La temperatura ha sempre un suo ruolo, con valori ambientali elevati che si ripercuotono sulla power unit e sul set-up aerodinamico.Il circuito è stretto e tortuoso, a bassa efficienza dal profilo aerodinamico seppur con qualche curva ad alta velocità. Il bilanciamento della monoposto sarà importante, perché le lunghe curve in appoggio mettonosotto stress le gomme anteriori, portando a fenomeni di graining, poi nei frangenti di accelerazione, in trazione, si surriscaldano le posteriori: non è semplice fare un buon giro», analizza Rob Smedley.
Fabiano Polimeni
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