Volo per Vienna (dopo aver incontrato il Papa a Torino) poi un elicottero per Spielberg. Ed ecco che Sergio Marchionne si è nuovamente materializzato al Red Bull Ring, dopo Montreal. Neanche il tempo di entrare nel paddock e subito è iniziata una raffica di domande sui temi più caldi del momento. Ovviamente una delle curiosità da chiarire è stata la presunta fornitura della power unit che la Ferrari avrebbe offerto alla Red Bull: «Certo, se mi paga li offro anche a lei. Non sono tanto pignolo: a chi mi paga i motori li do volentieri. Sarebbe una bella cosa fare correre tutte le monoposto con i motori Ferrari!».
Capitolo due: il Gran Premio d’Italia, e la candidatura di Imola. «Capire cosa vuole fare Ecclestone è un miracolo – ha sottolineato il Presidente della Ferrari - lasciamogli fare le cose sue, poi eventualmente interverremo».Marchionne ha anche chiarito la sua posizione sul possibile ingresso dell’Audi in Formula Uno (ormai un tormentone) e sulle supposizioni che un ritardo sulla stesura delle regole per la stagione 2017 potrebbe di fatto far desistere la Casa tedesca: «Sarò molto chiaro: ho chiesto e continuo a chiedere al gruppo Volkswagen e all’Audi di entrare in questo sport. Non vedo l’ora di confrontarmi con loro in pista, sono bravissimi e avranno un grande futuro in Formula Uno». Non dimentichiamo che Martin Winterkhorn, il boss del gruppo Vw-Audi, è l’uomo con cui Marchionne intrattiene i maggiori rapporti nel mondo dell'industria automobilistica.
Prima di entrare a salutare la squadra l’ultima stoccata è stata per la Formula Uno ed i suoi regolamenti che Marchionne battezzò lo scorso dicembre come idee di tre ubriachi al bar: «Questa Formula 1 è diventata un’alchimia, bisogna riportare il gusto delle corse. Non ci capisce più niente nessuno: basta guardare lo spostamento di un pilota di 25 posizioni sulla griglia di partenza. Dobbiamo diventare più umili per cercare di riportare lo spettacolo sui circuiti».
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