Alla fine della gara, in Austria come altrove, è sempre Maurizio Arrivabene a saper analizzare la situazione tenendo i piedi per terra (ormai è il suo "jingle") per quanto riguarda i lati positivi e quelli negativi che anche stavolta la Ferrari ha mostrato. Distinguendo ancora una volta quello che è il risultato dalle reali prestazioni: «Cosa portiamo a casa di buono? Non molto, o forse sì: la consapevolezza di quale grande acquisto abbia fatto la Ferrari quest’anno con Sebastian Vettel. Insieme a una squadra che si sta impegnando molto e che viene definita la seconda forza del mondiale. Ma io vorrei arrivare ad essere la prima, e per questo motivo dobbiamo impegnarci oltre il possibile. Dobbiamo usare tutto quanto è in nostro potere per essere sempre più vicini ai nostri avversari e approfittare dei loro errori. Senza cercare scuse. E anche per quanto riguarda il tempo perso nel pit-stop andato male, bisogna lavorare con umiltà: perché anche se fosse andato tutto bene, non sarebbe stato sufficiente per battere entrambe le Mercedes. Ma questo ci spinge soltanto a non mollare».
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