GP Cina, Ricciardo: attenzione alle gomme

Daniel ricorda come anche il circuito di Shanghai sia estremo per le gomme anteriori. Sarà un vantaggio per la Ferrari?
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GP Cina, Ricciardo: attenzione alle gomme

Pubblicato il 2 aprile 2015, 20:03

A contenere l’entusiasmo per la vittoria Ferrari a Sepang ci hanno pensato in tanti, pronti a sottolineare come devono ritenersi un’eccezione le condizioni incontrate in Malesia. Davanti c’è il Gran Premio di Cina e James Allison ha messo quasi le mani avanti, anticipando quanto sarà diversa la musica a Shanghai. Guardando al prossimo appuntamento ci si accorge di un tracciato che, pur senza le temperature estreme della Malesia, rappresenta comunque un banco di prova impegnativo per le coperture. A ricordarcelo è Ricciardo: «E’ un circuito che definirei tecnico. Curva 1, 2 e 3 sono tutte molto lunghe e tecniche, non credo ci siano altre curve uguali in tutto il calendario», dice riferendosi alle continua destra che ripiega su se stessa e costringe a un progressivo scalare rapporto, prima di inserirsi nel lento tornantino a sinistra. Anteriore sinistra sotto stress, per poi richiamare la trazione e impegnare le coperture posteriori in uscita da curva 3. La Pirelli si presenterà con gomme medie e morbide, già all’opera a Melbourne e delle quali si è apprezzata la stabilità sul fronte del degrado. Ma l’Albert Park non ha settori che sollecitano lateralmente la gomma, come invece Shanghai: «E’ molto, molto aggressivo sulle gomme anteriori», ricorda Ricciardo. Cinque chilometri e 400 metri caratterizzati anche dal rettilineo più lungo del mondiale, sul quale far valere il motore, a caccia di una velocità massima che dovrà ricercarsi senza scaricare troppo l’ala posteriore, che penalizzerebbe il primo settore, quello più guidato. «Ho sentito alcuni piloti dire che è decisamente noioso… Ah! Se pensano sia noioso su una Formula 1, dovrebbero averlo provato in Formula Bmw: ci ho guidato da ragazzo e, credetemi, era il tipo di rettilineo sul quale mi sarei letto un libro, se l’avessi avuto». La gestione delle gomme tra i fattori chiave per la prestazione: non dispiace particolarmente, la natura di circuito aggressivo – specialmente sul compound morbido – all’australiano: «E’ estremo, ma lo preferisco rispetto a scenari in cui la gomma ha bisogno di tre giri per essere pronta. Il fatto che entrino subito in funzione è impressionante; in qualifica devi guidare nel giro d’uscita come tua nonna, provando a tutti i costi di non rovinare le gomme prima che inizi il giro lanciato». f.p.

Le immagini della gara del GP Malesia

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