Hamilton: "Voglio eguagliare Senna"

Il campione del mondo sogna già i suo terzo titolo, come il suo idolo brasiliano. E alla conferenza piloti si parla anche di Verstappen
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Hamilton: "Voglio eguagliare Senna"

Pubblicato il 12 marzo 2015, 09:27

da Melbourne: Roberto Chinchero «Sapete che il mio idolo è sempre stato Ayrton Senna, e mi piacerebbe vincere il terzo titolo mondiale per eguagliare il suo palmares». Lewis Hamilton alza l’asticella e si pone l’obiettivo stagionale. D’altronde, è lui il favorito della vigilia del Mondiale 2015. È arrivato a Melbourne con qualche tatuaggio in più, sfoggia giornalmente bracciali diversi ma tutti decisamente appariscenti, e degli inediti occhiali a specchio che sono la disperazione dei cameramen durante le interviste. Dando per scontate le domande (e le risposte) di rito, «Il Mondiale è lungo, dobbiamo lavorare, sarà una stagione impegnativa», si arriva al primo vero interrogativo, ovvero il rinnovo del contratto con la Mercedes: «Non ho molto da dire se non che le trattative stanno andando bene. Non abbiamo ancora firmato, ma spero che ci vorrà poco tempo per farlo». E a proposito di firme, non è da poco la sorpresa di Lewis Hamilton quando mette a fuoco che Max Verstappen (seduto alle sue spalle in conferenza stampa) è nato nel 1997. «Cavolo, sono il più vecchio qui (Hamilton si guarda attorno trovandosi con Verstappen, Ricciardo, Vettel e Bottas), beh, mi fa un po’ impressione pensare che Max è nato nello stesso anno in cui io ho firmato il mio primo contratto con la McLaren. Devo dire che il tempo passa proprio velocemente. Consigli a Max? Se è qui è perché ha dimostrato di essere un valido pilota, quindi non credo che abbia bisogno di suggerimenti». Particolarmente apprezzate sono state invece le parole rivolte a Verstappen da un inedito Daniel Ricciardo nelle vesti di fratello maggiore: «Probabilmente oggi ti trovi di fronte a più telecamere di quante tu ne abbia mai viste in passato. Ma sono okay, alla fine è una grande famiglia. Quindi divertiti, e goditi quello che fai dietro il volante, che poi è il motivo principale per cui noi siamo qui».  

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