GP F1 Usa: 1° Vettel, ma 2° Grosjean

La nostra cronaca della gara, con Alonso 5° e definitivo 2° nel mondiale
GP F1 Usa: 1° Vettel, ma 2° Grosjean

Maurizio Voltini Maurizio Voltini

Pubblicato il 17 novembre 2013, 17:16

Stessi protagonisti di Abu Dhabi sul podio di Austin, ma se il vincitore è sempre quasi scontatamente Vettel, stavolta sul secondo gradino c'è un ottimo Grosjean, prima autore di una bella partenza e poi molto bravo a resistere agli attacchi finali di Webber. Come pure Alonso ha dato il meglio proprio sul finale restituendo il sorpasso a Hulkenberg, difendendo così la quinta posizione dietro a Hamilton poco avanti: un risultato magari non fantasmagorico, ma che assicura matematicamente allo spagnolo il secondo posto finale nella classifica per i piloti, con 227 punti contro i 187 dell'immediato inseguitore, che per lo stop di Raikkonen è proprio Hamilton. Invece nella classifica per i costruttori, grazie anche al 9° posto di Rosberg (mentre Massa è finito 13°), la Mercedes allunga nella lotta alle spalle della Red Bull, assommando 348 punti contro i 333 della Ferrari, che deve guardarsi anche dalla Lotus ora a quota 315. Con Kovalainen ininfluente nelle classifiche generali perché arrivato 15° (ha avuto pure problemi di kers), e detto per Grosjean e Hulkenberg che però non sono più catalogabili come "sorprese", abbiamo poi Perez molto positivo 7° (contro il 10° di Button) e soprattutto Bottas che arriva per la prima volta a cogliere dei punti in F1 col suo 8° posto conclusivo. La gara è finita con una collisione all'ultimo giro fra Vergne e Gutierrez che ha visto il messicano in testacoda (poi il francese è stato penalizzato di 20 secondi sul tempo di gara) nella lotta per il 12° posto appena dietro a Button e Ricciardo, episodio che sembra essere l'unica cosa rimasta in sospeso al vaglio dei commissari, mentre Vettel sembra avere ormai imparato come si fa a disegnare i tondi sull'asfalto con le gomme senza essere sanzionato. Ricordando che trovate qui le classifiche di gara e quelle di campionato, il prossimo appuntamento con la F1 è proprio fra nemmeno 7 giorni con il Brasile, per l'ultima gara stagionale a San Paolo. Saranno 56 i giri che serviranno a stabilire il vincitore del GP degli Stati Uniti, con partenza programmata alle ore 20 italiane - quando in Texas sono le 13 - e contemporaneamente la nostra cronaca diretta in parallelo fra web e Twitter. In realtà, se guardiamo ai riscontri delle prove (qualifiche comprese) resterebbero pochi dubbi di assistere anche stavolta a un dominio Red Bull. Ma a parte che come sempre la gara va disputata e non si può mai dire fino alla bandiera a scacchi finale, resta da vedere la lotta "fra gli altri": dopotutto la situazione alle spalle di Vettel e Webber è molto combattuta e "aperta", con prestazioni abbastanza ravvicinate da parte di tutti i protagonisti dalla seconda fila in poi. Quasi sicuramente, per esempio, sarà interessante seguire le gare di Hulkenberg e di Kovalainen, oltre a quelle dei "soliti noti". Per non parlare della disputa sempre in corso per le posizioni di rincalzo nella classifica mondiale riservata ai Costruttori. In questo potremmo assistere a una sfida quasi diretta fra Ferrari e Mercedes (con la Lotus a fare però da terzo incomodo) visto che Hamilton e Alonso partono affiancati in terza fila e pure Rosberg e Massa sono vicini fra loro, 12° e 13° in griglia. Questi due, fra l'altro, hanno guadagnato due posizioni per via delle penalizzazioni inflitte a Button e Gutierrez, dopo i loro 13° e 10° tempo in qualifica: infatti l'inglese era già stato sanzionato venerdì di tre posizioni per aver superato in regime di bandiere rosse, mentre il messicano si è visto arretrare addirittura di 10 posti per aver sguaiatamente ostacolato Maldonado nel primo turno di qualifiche. Sempre per aver ostacolato Maldonado, Chilton è stato invece condannato ad effettuare un drive-through entro i primi 5 giri di gara. Con Pic penalizzato di 5 posti per sostituzione del cambio (comunque non può partire più in là che ultimo) questo è lo schieramento definitivo del GP. Ricordiamo che in questa gara si utilizzano i pneumatici con le mescole più dure delle quattro in gamma, vale a dire quelle media e dura, contraddistinte rispettivamente dalla banda bianca e arancione. Al riguardo, i tecnici della Pirelli ipotizzano per la maggioranza una strategia ad una sola sosta, con pit-stop intorno al 19°-20° giro per chi partirà con quelle più morbide, anche se non è escluso che qualcuno possa optare per due cambi gomme. Ricordiamo anche che lungo i 5.513 metri del Circuit of the Americas di Austin - un tracciato molto interessante e gradito ai piloti, con le sue 20 curve - sono previsti due punti di attivazione dell'ala mobile (drs), cioè lungo il rettilineo di partenza e in quello, più lungo, fra le curve 11 e 12. Maurizio Voltini CircuitoAustin

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