Da Barcellona (Spagna) -
Alberto Antonini Tranquillo, sì. Ma in pace col mondo, no.
Fernando Alonso, dopo le
qualifiche concluse con il quinto posto, ha lanciato
un messaggio alla Ferrari. Ed è un
siluro di quelli che fanno male. Prima,
Fernando attribuisce il distacco - mezzo secondo esatto dalla pole di
Rosberg, un decimo e mezzo da
Vettel - al fatto che
«gli altri hanno portato cose nuove, così che il divario è salito». Il che è vero fino a un certo punto, perché la
Mercedes non è stata la più “innovativa” nel paddock di
Barcellona. E perché lo stesso
Alonso commenta
«li abbiamo visti tante volte andare forte in qualifica e poi faticare in gara, partire dalla pole e arrivare noni».
Quindi,
Fernando non sembra credere a uno strapotere
Mercedes. Ma il
siluro arriva quando gli facciamo la domanda: Visto che anche voi avevate tante
cose nuove, vuoi dire che
non hanno funzionato, o magari che era previsto di utilizzarle più avanti? La
risposta è sconcertante:
«È sempre la solita storia di dire prima le cose che si portano. Nei “preview”, i comunicati prima della gara, diciamo tutto quello che c’è di nuovo. Poi però bisogna provarlo in pista...».
Che tradotto significa: è
inutile annunciare al mondo che mezza macchina viene
rinnovata, se poi le
modifiche non vanno. È vero che, per esempio, la
Ferrari ha rinunciato quasi subito al nuovo pacchetto di carrozzeria, cofano, fiancate e relativi scarichi. Ma a chi è diretto il siluro? Alla
comunicazione Ferrari o al
vertice tecnico? Prima di Barcellona,
Nick Tombazis, il capo progettista, annunciava sul sito
Ferrari:
«Abbiamo cambiato la carrozzeria, il fondo e le ali».Il
fondo sembra funzionare, il resto forse no.
Ieri, poi, alla stessa domanda sulle novità,
Tombazis si era tirato indietro:
«Perché dovremmo dire queste cose in pubblico?». Be’, per esempio perché le avete appena dette
sul vostro sito. C’era aria di
marcia indietro nelle parole del progettista greco. E non sarebbe la prima volta che
lui e Alonso hanno “chiarimenti” (vedi in India l’anno passato) sulle
novità e sul modo di annunciarle...