Mercedes in risalita

Mercedes in risalita

Pubblicato il 19 aprile 2011, 16:11

Nel gioco delle cosiddette “terze forze”, cioè dietro a Red Bull e McLaren, la Mercedes ha trovato una sua credibile collocazione. Dopo il fuoco di paglia della Renault e i palloncini colorati Ferrari, la squadra di Ross Brawn e Norbert Haug sta almeno facendo la figura di quelli che ci provano davvero.

«Fra Malesia e Cina – ha raccontato l'ingegnere Ross Brawn – non siamo tornati a casa, ma ci siamo presi un po’ di tempo per riflettere. Abbiamo capito che con queste gomme serve soprattutto un approccio diverso e abbiamo cambiato un po’ le nostre procedure». Il risultato è stata la seconda fila in qualifica di NIco Rosberg al Gran Premio di Cina – assolutamente fuori portata per le Ferrari di Massa e Alonso – l’illusione di alcuni giri in testa e il doppio piazzamento a punti in gara: Nico quinto e Schumacher ottavo.

La Mercedes W02 sta crescendo e che cosa sia il diverso “approccio” menzionato da Ross Brawn lo spiega Rosberg junior: «Lavorando sugli assetti. stiamo semplicemente tirando fuori il meglio dalla monoposto. Solo dalla scelta delle molle si limano decimi di secondo».

Rispetto al GP di Malesia, infatti, la Mercedes era stata modificata principalmente nelle aperture per il raffreddamento, in vista delle temperature più basse di Shanghai. Ma ha dovuto fare i conti con un nemico insidioso: il consumo. Dopo avere condotto nella prima fase di gara, Nico Rosberg è stato avvisato che il livello di carburante era «critico» e ha dovuto finire la corsa impostando la regolazione sul cosiddetto “fuel saving mode”, quindi riducendo i giri di rotazione del motore.

La spiegazione è che il giovane tedesco... andava troppo forte. Rispetto al ritmo di gara che avevano calcolato, gli ingegneri della Mercedes si sono infatti trovati davanti a tempi sul giro più bassi. E andare più forte significa quasi sempre consumare di più. Il carburante imbarcato – nonostante i rettilinei, Shanghai non è una pista mangia-benzina come, invece, Melbourne – non era sufficiente a finire la gara con tranquillità.

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