Analisi prove libere Gp d’Italia

Analisi prove libere Gp d’Italia

Pubblicato il 10 settembre 2010, 21:11

È tutta una questione di equilibrio. L'assetto ideale per il veloce circuito di Monza, quest'anno, tra le squadre di vertice si gioca sulla funzionalità del dispositvo “F-Duct”.  Per questo motivo la Ferrari, che nella prima sessione aveva solo provato diverse soluzioni nuove – probabilmente anche per le prossime gare – nel secondo turno della prima giornata del Gran Premio d’Italia è andata fortissimo con Fernando Alonso e Felipe Massa. Il brasiliano, se non fosse uscito di pista alla curva Parabolica, avrebbe potuto ridurre o addirittura annullare il distacco finale di due decimi. Ciò non siginifica che la McLaren sia indietro, ma semplicemente che nel pomeriggio il team inglese si è dedicata soprattutto agli esperimenti. Lewis Hamilton ha girato senza il cosiddetto sistema dell’“ala posteriore soffiata”, nel tentativo di capire quale sia il compromesso vincente: usare il condotto “magico” abbinato a superfici alari con maggiore deportanza, o affidarsi piuttisto a regolazioni "classiche" per questo circuito, con pochissima incidenza alare? La Ferrari sembra non avere dubbi e insiste sullo “F-Duct”. Ma la Red Bull – che con Sebastian Vettel ha messo a segno il tempo migliore della seconda sessione – ha dimostrato che il tempo, a Monza, non si ottiene soltanto con le prestazioni velocistiche in rettilineo.

(Nella foto, la McLaren-Mercedes di Jenson Button alla curva Parabolica)

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