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Ingegneria dell'assurdo

Pubblicato il 7 aprile 2026, 11:30 (Aggiornato il 7 aprile 2026, 10:02)
Un mese intero senza Formula Uno. E un mese intero per guardare tutti dall'alto in basso, con l'incoscienza di chi ha appena riscritto gli annali. Per Kimi Antonelli, il più giovane leader iridato che la storia di questo sport ricordi, l'apice del mondo ha il sapore dolce di una vacanza prolungata. Ha tutto il tempo, il ragazzino, per godersi la vertigine della vetta, spulciando classifiche che lo incoronano re. Ma là sutto, ai piedi del trono, ribolle una rivoluzione che ha il sapere amaro del pasticcio burocratico.
Perché mentre il circo del motori al prende una pausa forzata per via dei Gp del Bahrain e Arabia Saudita saltati a causa della guerra, i bilanci che emergono dai box su questa decantata nuova era della F1 sono a dir poco impietosi. Un cambiamento che, nelle intenzioni dei soloni del regolamento, doveva proiettare le monoposto nel futuro ecosostenibile e iper-tecnologico, ma che nei fatti ne ha stravolto i DNA, scontentando la stragrande maggioranza di chi su quei bolidi, ci poggia il fondoschiena a trecento all'ora
I mal di pancia, ormai, non si contano più. E se un cannibale come Max Verstappen arriva a minacciare di fare le valigie e salutare la compagnia, andando a correre altrove, forse è il caso di fermarsi a riflettere. Ma, inutile nascondersi dietro a un dito, i suoi malumori si sommano ai mugugni di un'intera griglia. Troppi, davvero troppi, per derubricare la questione alle solite, fiziologiche bizze dei piloti allergici ai cambiamenti
Cosa sta succedendo, dunque, al giocattolo più veloce e costoso del mondo? Basta scorrere il cahier der doléances per capire che il confine tra innovazione e accanimento normativo è stato ampiamente superato. E ora si corre ai ripari
F1, summit a Londra
C'è un che di profondamente grottesco nel summit convocato in tutta fretta a Londra per questa settimana. Attorno al tavolo di questo conclave dell'asfalto siederanno i padroni del vapore: i delegati della FIA, i colletti bianchi di Liberty Media e i capoccia delle scuderie. L'ordine del giorno, nemmeno a dirio, è un disperato e tardivo esame di coscienza.
Il tema: salvare la "nuova Formula Uno" da se stessa, prima che sia troppo tardi. Sono bastati appena tre Gran Premi per far crollare il castello di carte delle nuove, decantate normative. E il cortocircuito logico che si trovano ad affrontare, a spiegazio a chiunque abbia un minimo di buon senso, ha dell'incredibile.
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