La Mercedes si fa temere

Le W17 hanno convinto per velocità e costanza: ebbene sì, le Frecce d’Argento fanno paura
La Mercedes si fa temere

Pubblicato il 4 febbraio 2026, 10:32

La F.1 2026 è materia ancora poco conosciuta che, al momento, va maneggiata con estrema cautela. Guai a tranciare giudizi, inutile perdersi dentro al magma di quanto emerso dai primi test a porte chiuse del Montmelò. Si rischia solo di rimanere incagliati nel mare delle considerazioni che lasciano il tempo che trovano. Abbagliati da uno shakedown dove le nuove monoposto uscite dalla rivoluzione regolamentare hanno iniziato a muovere i primi passi. Quindi meglio astenersi. Anche se vale la pena sottolineare un aspetto. Quello che riguarda la consistenza della Mercedes. Inutile girarci intorno le W17 hanno convinto per velocità e costanza. Sì, le Frecce d’Argento fanno paura. Rappresentano un punto di riferimento anche se è ancora presto per dire che quelle di George Russell e Kimi Antonelli saranno le monoposto da battere. Al termine dei collaudi in Catalogna la Mercedes si è presa il primato dell’affidabilità coprendo 502 giri, ben 2300 chilometri

Un dato che non può passare inosservato in considerazione dell’azzeramento tecnico con monoposto ridisegnate completamente sul foglio bianco. Insomma la prima riflessione innescata dai test di Barcellona parte proprio da qui. Da una partenza lanciata della Mercedes capace di girare senza soste e senza problemi sull’asfalto del circuito spagnolo e che è sembrata, almeno in questo momento, in vantaggio sulla concorrenza. A livello di prestazioni, viceversa, a svettare è stata la Ferrari con Lewis Hamilton che è stato il più veloce al volante della Ferrari SF26. Un riscontro che ha strappato i primi sorrisi all’interno della Scuderia anche se nessuno, adesso, si sogna di esultare e la strada da percorrere è ancora troppo ripida e piena di insidie. «È stata un’ottima sessione, con quasi 180 giri all’attivo. In questa fase è molto importante accumulare chilometri per iniziare a capire la monoposto, più chilometri si percorrono, più si impara. Ma c’è ancora molto da fare, la strada è ancora lunga e ci aspetta molto lavoro prima di Melbourne. Come primo passo, però, è stato un ottimo passo», sottolinea Fred Vasseur. Se si guardano i tempi fatti segnare (e anche questi vanno presi con grande beneficio d’inventario) ci sono tre vetture racchiuse in due decimi. Ferrari, Mercedes e McLaren, ma è abbastanza scontato che non si possano prendere certi rilievi come metro di paragone definitivo. Meglio rinviare qualsiasi considerazione ai prossimi test in Bahrain. Finalmente a porte aperte, senza quei segreti di Pulcinella davvero inutili dentro a una F.1 che costantemente si marca a uomo. E poi nell’era social cosa vuoi blindare? Nel frattempo questa settimana potrebbe arrivare una prima schiarita sul fronte-motori. Come noto l’oggetto del contendere è il rapporto di compressione della power unit Mercedes che “a caldo” sarebbe in grado di “salire” a 18:1 anziché 16:1 come prevede il regolamento. Il responsabile tecnico della FIA Nick Tombazis ha sottolineato che la Federazione non vuole iniziare il campionato 2026 con il rischio di veder segnato il Gp d’Australia da proteste formali in merito alla regolarità di un avversario. Come andrà a finire lo scopriremo solo vivendo.

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