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L'editoriale del direttore: la passione dei Verstappen

Pubblicato il 30 settembre 2025, 10:38 (Aggiornato il 30 settembre 2025, 08:47)
Adrenalina, emozioni e passione gigantesca dentro a un week end dal sapore antico. Di quelli che ci riportano indietro nel tempo e ci fanno riconciliare con quel mondo del motorsport che continua a raccontare storie meravigliose senza bisogno di sconvolgerne il Dna. L’impresa di Max Verstappen nell’Inferno Verde del Nurburgring scomoda l’automobilismo d’epoca e ci rimanda a epoche lontane quando le corse erano capaci di generare ben altre sensazioni. Vederlo danzare tra le 176 curve sull’anello della Nordschleife che per 20,832 km taglia la foresta dell’eiffel scalda il cuore.
L’eredità di un circuito leggendario
Il Circus da queste parti non ci corre più dal 1976, quando la F.1 cambiò il volto e Niki Lauda ci perse il suo, nel rogo di Bergwerk, malgrado il coraggio del salvatore Arturo Merzario. Ma Verstappen di certe cose se ne frega. Max è così. Prendere o lasciare. Lui risponde solo al suo cuore e alla sua passione e non le manda a dire quando combatte la sua battaglia contro quella F.1 che sempre più spesso ha il sapore della fiction televisiva. Se ne in fischia se il Circus così facendo vuole in seguire nuovi spettatori. Il 4 volte iridato ama le corse vere. Di tutto il resto ne può anche fare a meno. Resta ancorato all’origine del motorsport. Quello fatto solo con la prestazione pura.
Come tra le pieghe dell’antico tempio tedesco guidando una GT con vista sulla 24 Ore del Nurburgring. Lancia un messaggio potente: urla al mondo che lui non è omologabile dentro a un sistema che sta andando nel la direzione opposta al suo credo. Diventa personaggio planetario, uomo e pilota che non piega la testa difronte a uno scenario precostituito. Max che vince con una 296 GT3 e regala al Cavallino un successo che al Vecchio ‘Ring mancava da tempo immemorabile, è qualcosa di altrettanto potente. Una vittoria che accarezza il futuro, capace di stuzzicare la fantasia, forse anche di aprire nuovi scenari. E che ci riporta anche al passato quando il fuoriclasse olandese appena nato indossava la tuta rossa della Ferrari.
Anche papà Jos scrive la storia
Non ci sono dubbi, l’ultimo week end del settembre 2025 rimarrà una carezza nel cuore in casa Verstappen. Già perché poche ore dopo la vittoria di Max al ’Ring, arrivava anche il successo di papà Jos nel campionato rally belga. Dopo quattro vittorie nelle prime quattro gare della stagione, grazie al terzo posto all’East Belgium Rally, Verstappen senior su Skoda Fabia RS Rally 2 si è aggiudicato il titolo nazionale 2025. Il 53enne papà del campione del mondo di F1 come il figlio è uomo che ama le sfide. Da alcuni anni si è dedicato ai rally e la sua dedizione per la specialità gli ha fatto ottenere questo prestigioso titolo nazionale. Insomma si potrà dire di tutto dei Verstappen. Ma non che non abbiano passione.
Ora Max Verstappen può tornare a inseguire un altro sogno. Quello di riaprire definitivamente la corsa al Mondiale Piloti. Nel prossimo week end si corre a Singapore. Sul circuito di Marina Bay non ha mai vinto ma con uno come lui tutto è possibile. Dovesse per la terza volta consecutiva rompere le uova nel paniere alla McLaren, ecco che potremmo iniziare a raccontare una nuova storia dentro a un Mondiale di F1 dove tutto sembrava già scritto.
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