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La Ferrari senza test: il filo rosso che porta al digiuno iridato

Giorgio Ferro
Pubblicato il 21 novembre 2025, 13:36
La Ferrari ha vinto il suo ultimo titolo mondiale Costruttori nel 2008. A partire dalla stagione 2009 sono stati bannati i test privati in F1. E voi direte… quindi, che c’entra? Aspettate, pensiamoci bene. Sono fatti sequenziali ma comunque slegati oppure tra loro c’è una correlazione? Sono solo coincidenze? Crediamo valga la pena farci un ragionamento, andando con ordine.
Test liberi, sviluppo senza limiti
Fino al 2008 i team avevano piena libertà di effettuare test durante tutto l’anno. Ogni scuderia aveva un proprio Test Team, con struttura indipendente dalla Squadra Gara, che lavorava in parallelo sperimentando e deliberando gli sviluppi da trasferire poi, step by step, sulle vetture in gara. Ovviamente le squadre più ricche sfruttavano a mani basse l’opportunità dei test, percorrendo decine di migliaia di chilometri di test l’anno. Diciamo pure, giustamente. Nel periodo d’oro all’epoca di Schumacher, la Ferrari aveva addirittura due Test Team che potevano muoversi in parallelo, provando magari anche in due circuiti diversi negli stessi giorni.
Poi, a partire dal 2009 – nel tentativo di contenere i costi e provare così a bilanciare la competitività di tutti i team – la FIA ha deciso di vietare sostanzialmente i test privati durante l’anno, consentendo unicamente qualche giornata di test collettivi prima dell’inizio del campionato ed alcuni “filming test” con l’obbligo di un chilometraggio decisamente contenuto e, tra l’altro, con pneumatici non regolamentari. Quindi con validità tecnica molto ridotta.
Personalmente siamo sempre stati assolutamente contrari a questa decisione perché, in questo modo, la F1 è diventato l’unico sport in cui non ci si può allenare. L’unico. Non si può allenare nessuno. I piloti, i meccanici, gli ingegneri. Pressoché impossibile per un team valutarli e farli crescere. Tutti quanti gettati in acqua al venerdì dei weekend di gara con l’obbligo, in primis, di riuscire a stare a galla e poi, possibilmente, davanti a tutti.
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