Cent'anni di Marcello Sabbatini: ha fatto grande Autosprint

Il 20 ottobre 1926 nasceva Marcello Sabbatini, direttore degli anni d'oro di Autosprint e padre di numerose iniziative che hanno fatto la storia della testata
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Cent'anni di Marcello Sabbatini: ha fatto grande Autosprint
© Archivio Autosprint

Pubblicato il 20 ottobre 2026, 11:24

20 ottobre 2026. Oggi Marcello Sabbatini, lo storico direttore di Autosprint, morto nel 2008 a 81 anni, avrebbe compiuto cento anni. Tanti direttori si sono succeduti al ponte di comando del nostro settimanale ma Marcello Sabbatini è quello il cui nome è legato indissolubilmente alla storia di Autosprint. L’ha preso in mano da direttore nel 1966 quando Autosprint era un bambino che aveva imparato a camminare; gli ha insegnato a correre, saltare, gioire per le vittorie della Ferrari, anche piangere per le tragedie del motorsport che hanno colpito tanti piloti-amici. Poi lo ha fatto crescere e diventare adulto. E lo ha accompagnato a un record di vendite mai più battuto da allora: 300mila copie nel settembre 1979, il giorno del trionfo della Ferrari e di Scheckter a Monza.

Lo straordinario Autosprint di Marcello Sabbatini

Ma non sono stati soltanto i numeri raggiunti da Autosprint sotto la direzione di Marcello ad imporre Autosprint nel panorama editoriale di quell’Italia degli anni Settanta/Ottanta: sotto la sua spinta, Autosprint è diventato un fenomeno giornalistico, il riferimento di una generazione. Di quelli che si sono appassionati alle corse. I ragazzi lo leggevano di nascosto a scuola sotto il banco, correvano all’edicola ogni martedi mattina per sfogliarne le pagine del nuovo numero appena pubblicato; Enzo Ferrari addirittura mandava il proprio autista a Bologna, presso l’edicola della stazione ferroviaria dove eccezionalmente Autosprint veniva distribuito il lunedi pomeriggio, per poterlo leggere in anteprima. E prepararsi a rispondere alle punzecchiature che a volte contenevano le sue pagine perché l’Autosprint di Marcello non stava mai zitto e non accettava le dichiarazioni di comodo con cui la Ferrari a volte giustificava certe sue scarse prestazioni.

L’Autosprint di Marcello ha inventato campagne giornalistiche sensazionali: la più simbolica quella della febbre Villeneuve, che ha spinto centinaia di migliaia di persone a innamorarsi dello stile di guida del canadese volante. E poi i Caschi d'Oro, che ancora oggi premia i migliori piloti di ogni anno, la corsa dei piloti F1 per il Friuli, il fondo Nilsson, la battaglia politica e giornalistica a favore di Patrese accusato ingiustamente di aver innescato l'incidente di Peterson a Monza 1978.

L’impulso e l’opera di Marcello Sabbatini hanno rappresentato un significativo pezzo di storia nei 65 anni di vita di Autosprint.

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