Nasce il belvedere Zanardi

Il respiro del mare e l’orizzonte di Alex a Castiglione della Pescaia
Nasce il belvedere Zanardi

Andrea CordovaniAndrea Cordovani

Pubblicato il 20 maggio 2026, 17:26

Ci sono giornate, in Maremma, in cui il cielo è un vetro appena pulito e l'aria sa di sale e di macchia mediterranea. In quelle giornate terse, Alex Zanardi passava di qua. Saliva a forza di braccia, spingendo la sua handbike su per le strade di Castiglione della Pescaia. Sudore, fatica, e quel sorriso testardo stampato in faccia, a sfidare le pendenze e la vita. La Maremma, terra ruvida, leale e poco incline ai compromessi, gli era entrata nel sangue. Era diventata il suo rifugio, la sua personalissima officina per l'anima. E in questo reticolo di strade c'era un punto esatto in cui la fatica chiedeva una tregua. È uno slargo, su in via Montebianco. Non un incrocio qualunque, ma una terrazza naturale sospesa tra l'asfalto e l'infinito.

Un belvedere amato da Alex Zanardi

Alex si fermava lì, a lungo. Lasciava che i muscoli si distendessero e che il battito del cuore rallentasse fino a sintonizzarsi con il rumore del mare. Da quello slargo, se guardi avanti, il mondo si apre. C'è l'acqua, tantissima, e poi i profili delle isole: l'Elba, Montecristo, e laggiù in fondo l'ombra azzurrognola della Corsica. Un atlante tascabile di meraviglie a portata di sguardo. Era il suo luogo del cuore, una parentesi di pace assoluta in cui ritrovare il respiro. Ora, giustamente, Castiglione della Pescaia ha deciso di restituirgli un po' di quell'amore silente. Lo ha annunciato la sindaca Elena Nappi, con parole semplici: il prossimo 24 settembre quello slargo cambierà nome. Diventerà il Belvedere Alex Zanardi.

È un omaggio bello perché sa di vero. Non un monumento freddo in una piazza di città, ma un pezzo di strada viva, affacciato sul mare. Sarà un posto dove fermarsi a guardare lontano, esattamente come ha sempre fatto lui. Anche quando il destino, più d'una volta, ha provato ad abbassargli la saracinesca davanti agli occhi, Alex ha sempre cercato un orizzonte nuovo, spingendo con forza per andarselo a prendere.

Chiunque si fermerà su quel belvedere, magari col fiato corto dopo una salita in bicicletta, respirerà inevitabilmente un po' del suo vento. E guardando le sagome di Montecristo e dell'Elba, si ricorderà che il punto non è mai stato fermarsi ad ammirare il traguardo, ma avere sempre il coraggio di guardare un po' più in là.

 

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