GP Miami, le prospettive per la sprint: capire se è vera resurrezione McLaren

Mercedes torna umana, McLaren si rialza, Verstappen fa quel che può e Ferrari resta delusa: prime impressioni in un weekend ancora tutto da scrivere
GP Miami, le prospettive per la sprint: capire se è vera resurrezione McLaren
© McLaren F1

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 2 maggio 2026, 00:19

Non occorre scavare neanche più di tanto nella memoria, perché è roba del passato recente: due anni fa, proprio dal GP Miami, la McLaren fece partire la sua scalata verso il titolo introducendo un grosso pacchetto di novità. Una qualifica sprint non basta di certo per avere certezze, ma intanto è un segnale che porta ad una domanda: è tornata la McLaren?

McLaren alza la voce

Lo capiremo meglio nel corso di un fine settimana che resta lunghissimo, perché di fatto c'è ancora tutto in gioco. Una qualifica sprint, appunto, non basta per pretendere certezze, ma intanto è parsa una buonissima McLaren, smossa dal suo corposo pacchetto di aggiornamenti: la MCL40 era rimasta per i primi tre GP dell'anno nella stessa configurazione con cui aveva debuttato nei test di fine gennaio in Spagna, e le prime novità pare abbiano pagato. Mentre sul fronte motore a Woking hanno imparato molto, l'impressione è che siano arrivati passi in avanti anche sul fronte di aerodinamica e telaio: tanta aderenza (e Norris ha sottolineato i miglioramenti al posteriore) e buone percorrenze.

Mercedes non al top

La sprint servirà a chiarire non solo la posizione di McLaren, ma pure quelle di Ferrari, Red Bull e Mercedes. Può sorprendere, ma la W17 è parsa una macchina in linea con le altre (persa la prima pole dell'anno alla quinta occasione: finora aveva sempre fatto la pole nei primi tre GP più nella sprint in Cina), anzi neanche la più "pulita" (c'era sottosterzo, specie nel lento): Russell ha fatto tanta fatica per tutto il venerdì di Miami a livello di fiducia (tanti interventi sull'assetto in FP1, guida non pulitissima nella qualifica sprint), mentre un Antonelli un po' in difficoltà con i bloccaggi in frenata ha trovato un gran giro in SQ3, prendendosi una prima fila per nulla scontata (e negando la prima fila per intero alla McLaren).

Da capire anche la situazione Red Bull, con un buon Verstappen (5°) a rifilare 1" ad Hadjar: la RB22 resta indietro su tante aree rispetto alle prime (manca velocità nei curvoni, come evidenziato nel primo settore) anche se Max ha il miglior tempo nel terzo settore; nel complesso la situazione è parsa migliorata, con una vettura quantomeno più bilanciata e nemmeno più nella scomoda posizione di dover sgomitare nel midfield.

Ferrari non può essere contenta

La Ferrari non può essere contenta, perché a lungo la SF-26 aveva dato l'impressione di avere le carte in regola per la pole od essere comunque in prima fila. E invece, tutto si è risolto con un 4° tempo per Leclerc ed un 7° per Hamilton: non lo ha negato Vasseur, che ha sottolineato gli ottimi riferimenti del mattino ed anche una discreta qualifica fino all'SQ3; sarà da capire come mai Leclerc sia riuscito a migliorare di un solo decimo nel passaggio dalla media alla soft. Sempre il team principal ha stimato in circa due decimi (37 centesimi il ritardo di Charles dalla vetta) il ritardo sul fronte PU a Miami, dunque non riconducendo tutto il distacco patito in SQ3 al motore. Nella sprint la SF-26 si giocherà molto al via, per poi confrontarsi su un passo gara in cui tante carte sono ancora da svelare dopo i long run delle libere.

La sprint per capire qualcosa di più

La sprint metterà alla prova le vetture sul passo gara, che in FP1 aveva comunque sorriso ad una ottima Mercedes. Tante cose restano da capire, con una sprint che dipenderà molto ovviamente anche dalla partenza. Per il resto, vedremo se gli accorgimenti al debutto a Miami daranno i loro effetti nei duelli, su una pista che comunque come si è già visto in qualifica non crea troppe difficoltà nella fase di ricarica grazie alle numerose frenate.

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